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rivava più presto la qualità dell’ambiente che non faceva nellaprima esperienza per mezzo ’l ghiaccio. E non é che non s’aves-sero tutte l’avvertenze acciocché l’aria circonfusa al termometronell’immergere il vaso di piombo ne’diversi ambienti non rice-vesse alcuna alterazione da essi, essendo il suddetto vaso statoincastrato in un’ asse che allargandosegli intorno per ogni versotoglieva ogni comunicazione tra ’l catino di sotto dove rimanevaimmerso e l’aria di sopra ; ma con tutto questo non s’arrivò maia veder niente di più di quello che s’è narrato.
Quarta Esperienza.
Per aver qualche lume se il raffreddarsi d’un corpo derivi dainsinuazione d’alcuna spezie d’atomi particolari del freddo, sic-come è opinione che per atomi di fuoco si scaldi, facemmo fardue caraffe di cristallo uguali con un collo tirato all’estremasottigliezza. Di queste, sigillate alla fiamma, una ne ponemmonel ghiaccio e l’altra nell’ acqua calda, dove lasciatele star qualchetempo, rompendo poscia a ciascuna il collo sott’ acqua, osser-vammo nella calda riempimento soperchio di roba penetratavi,scoprendolo il gorgogliar dell’acqua dal gagliardo soffiar della caraffaappena eh’ ella fu aperta. Lo stesso sarebbe paruto ad alcuni chedovesse seguire in aprir la fredda, quando il raffreddamentodell’ aria di essa fosse proceduto in un modo simile al riscaldamentodell’altra, cioè per intrusione o inzeppamento d’atomi freddispirativi dal ghiaccio per le vie invisibili del cristallo. Ma nesuccede tutto l’opposito ; imperocché invece d’esalar materia so-perchia parve piuttosto ch’ella dimostrasse votamento o perditafatta d’alcuna cosa (se pur non fu ristrignimento di quella chev’era) succhiandosi in quello scambio tant’acqua.
Esperienze
varie.
Se il raffred-darsi de'cor-pi si facciaper intru-sione di ato-mi freddi.
Una carafflnapiena d’ariasigillata al-la fiammatenuta unpezzo nel-l’acqua cal-da , e poi a-perta sot-t’acqua , sof-fia gagliar-damente.
Un’altra simi-le raffred-data tira asè l’acqua.
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