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Saggi di Naturali Esperienze fatte nell'Accademia del Cimento : preceduta da notizie storiche dell'accademia stessa e seguitata da alcune aggiunte
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Esperienze

VARIE.

Olio di vetrio-lo mescolatocon acquaproduce ca-lar notabile.

Lo stesso fanegli altrifluidi, tolto-ne V olio el’acquarzen-te.

Salnitrostemperatoin acqua lafredda.

Sai armonia-co arriva adagghiac-ciarla.

Bollimento afreddo delsai armo-niaco e del-l’olio di ve-triolo messiinsieme.

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Quinta Esperienza.

Il vetriolo, cavato che se n’ è lo spirito, rimane come un tartaroo gruma di color di fuoco vivamente acceso, il quale con lunghis-simo fuoco e continuo distilla un olio nero poco meno che inchio-stro , di virtù fortemente corrosiva. Questo mescolato con acquain certa proporzione vi produce immediatamente calore, il qualcrescendo sensibilmente senza levar bollore nè fumo, arriva a segnoche il bicchiere dov’è tal mestura malamente si può comportarin mano. Succede lo stesso effetto a mescolarlo con tutti gli altriliquidi, fuorché con olio e coll’ acquarzente, de’ quali il primonon s’altera punto dal suo stato naturale, e la seconda, se pur

10 fa, lo fa per così dire insensibilmente. Per lo contrario ènotissima esperienza che il salnitro risoluto in acqua la raffredda,e il sai armoniaco l’agghiaccia a segno che se nell’ acqua, dov’ egliè stemperato in giusta dose, si metterà in un vaso di sottilissimovetro dell’ altr’ acqua raffreddata prima notabilmente col ghiaccio,

11 freddo che produce il suddetto sale nel liquefarsi è bastante afarla gelare. Ora messi insieme un terzo di sai armoniaco e dueterzi del suddetto olio di vetriolo, ne segue un effetto stranissimo ;imperciocché via via che il sale in esso si va solvendo, fuma edalza furiosamente il bollore, e tanto più se s’andranno rimaneg-giando co n un fuscello, poiché allora si leva più facilmente tuttaquella mestura in ischiuma a segno che talora ha occupato spazioventicinque volte maggiore che non occupavano insieme le duemoli distinte dell’olio e del sale. Ma con tutta questa furia difumare e bollire, non solo non si riconosce nella mestura suddettaalcun principio di riscaldamento, ma nasce in lei un freddo naa-raviglioso per cui si ghiaccia il vetro del bicchiere che la contiene,e l’acquarzente d’un termometro che vi sia immerso velocementediscende, finché dissipato e sfumato il sale cessa il bollore, el’olio ritorna al suo stato naturale.

Tal producimento di freddo è da noi stato riconosciuto ognivolta che abbiamo replicata questa esperienza ; vero è che questo,