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Saggi di Naturali Esperienze fatte nell'Accademia del Cimento : preceduta da notizie storiche dell'accademia stessa e seguitata da alcune aggiunte
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ESPERIENZE

INTORNO ALLA LUCE E SUOI EFFETTI

Prima Esperienza.

Suggerisce il Galileo, nel primo dialogo de’trattati delle duenuove scienze, un modo assai facile per tentar di venir in cogni-zione se la luce si muova con tempo o pure con istantaneavelocità. Consiste questo nell’ addestrarsi due compagni a scoprirsia vicenda due lumi, in modo che alla scoperta dell’ uno rispondaimmediatamente la scoperta dell’ altro ; sicché quando l’uno scopreil suo lume vegga nello stesso tempo comparire alla sua vista illume del compagno. Aggiustata cotal pratica nella suddetta brevelontananza, vuole il medesimo Galileo che gli stessi osservatorisi provino in lontananza maggiore, per vedere se le risposte delleloro scoperte ed occultazioni seguano secondo lo stesso tenoreeh’ elle facevano da vicino, cioè senza dimora osservabile. Noi inlontananza d’un miglio ( che per l’andar d’un lume e la venutadell’ altro vuol dir due ) non ve l’abbiamo saputa ritrovare : se poiin distanza maggiore sia possibile l’arrivare a scorgervi qualchesensibile indugio, questo non c’ è per anche riuscito di speri-mentare.

Seconda Esperienza.

La luce rifratta dalla lente cristallina, o riflessa dallo specchioustorio, non vale ad infiammar 1’ acquarzente benché resa opacacon qualche tintura. Del resto tra le materie accendibili la polvered’archibuso si leva in fiamma all’unione de’raggi della lente odello specchio, ma la pastiglia, il balsamo bianco, la storace el’incenso si liquefanno ma non s’ accendono. Parimente la cartae la tela d’Olanda bianchissima, avvegnaché distese s’espongano

Esperienze

varie.

Fac. 43, edi-zione di Lei-da 1638.

Concetto delGalileo perconoscere sela. luce simuova contempo, o inistante.

La medesimacorre unospazio didue migliasenza tempoosservabile.

Acquarzentenon s’accen-de all’unio-ne de’ raggidel sole fat-ta collospecchio.

Polvere d’ ar-chibuso s’in-fiamma.