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Viaggio da Milano ai tre laghi Maggiore, di Lugano e di Como e ne' monti che li circondano / di Carlo Amoretti
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Margozzolo, Torbiera 3$

«noie in ogni altra maniera di pietre e dimarmi.

Lavori di granito di Baveno antichissiminoi abbiamo ; e sin dal secolo XIV molto sene adoperò pel Duomo, il quale da questicontorni per acqua alla città trasportavasi,sotto nome di pietre Silicee, doudè venutoB volgar nome di Sarizzo. Sembra però chenon da cave siano stati tratti ma bensì damentovati massi sparsi, colà come per tutti inostri monti. Solo ai tempi del gran San CarloBorromeo, che col suo zelo, e colle sue ric-chezze, ravvivò presso di noi le belle arti co-me la pietà, si pensò ad adoperare il granitodi Baveno, e formar ivi delle cave, Udendo-si vantaggio dal trasporto per acqua comodis-simo. Le più grandi moli che abbiamo d unpezzo solo di granito di Baveno sono le duecolonne presso la porta maggiore nellinternodella Metropolitana, le quali hanno quattropiedi di diametro e quaranta d altezza. Ivipur si vede come ben prenda il pulimento.Il granito qui chiamasi migliarolo perchèsembra composto di granellini.

Ma chi vuol meglio esaminare il granitodi Baveno non solo ascende alle cave, ma sa-le fra fertili castagneti, e ubertosi prati, det-ti le Alpe, sul monte Margozzolo. Il monteper cui sascende, costeggiando il torrentesummentovato , è formato del già detto scistomicaceo ossia gneiss. Giunto allalto, uno ve-desi con sorpresa su un fondo torboso. La tor-ta v ha , almeno ove potei osservarla , un buonpiede d altezza : è composta non solo d erbepalustri, ma anche di tronchi e rami di lari-