4o Contorni delle Isole Borromeé.ce, albero che or colassù più non si vede. Sfasotto angusto strato di rottami di granito e discisto, che sostiene i bei prati , e posa su :finissima arena quarzosa, che avendo presa u- jlia leggera tinta ocracea talora fu riputatasulfurea. Il monte schistoso e sparso di massidi granito d’ogni qualità e grandezza, de’quali Ialcuni presentano gl’ indizj del disfacimento.
In que’ prati abitauo numerose mandre di 1vacche che tutta passanvi la state. Annose ti-glio, formanti de’magnifici gruppi, offrou (loro l’ombra nel più fitto meriggio, e chiamatisiper ciò Meriggiane.
Da Trefiume vassi a Feriolo, e prima digiuguervi vedesi la nuova strada formata sul 1medesimo bel granito, che da questo luogo |prende il nome ; e che , oltre 1’ essere il più ]bello de’graniti nostri, per l’abbondanza delfeldspato rossigoo, è anche, per la vicinanza idel Lago il più comodo ad essere trasportato.
Dopo d’avere visitato il granito, il Natu-ralista destinerà un altro giorno per vedere lacava de’ marmi bianchi inserviente alla immen-sa fabrica del Duomo di Milano. Se trovasi ,a Pallanza percorrerà, per la vicina Suna,labella sponda del lago appiè del Monte-rosso,fra vigne, e alcuni ulivi, che vorrebbon es-sere meglio coltivati e moltiplicati. Se trovasiad Iutra andrà per Turbaso ( detto Oribasiumdagli Antiquarj), e passando il Ponte d’Un-cio, ove il fiume s’è aperta la via tagliandolo scisto e i filoni di pirite, di sasso corneoe di quarzo che 1’ attravversano, salirà a Bie- ,no, (ove potrà leggere dietro l’altare una ro-mana iscrizione d’Ottavio » e di Sumea ) indi a j
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