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Viaggio da Milano ai tre laghi Maggiore, di Lugano e di Como e ne' monti che li circondano / di Carlo Amoretti
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64 Val Macugnaga , Monte-rosa.acquavita. Si cammina per alcune praterie, chein certi mesi dell’ anno son popolate dallevacche: si passa l’Anza su lungo ponte dighiaccio, indi vassi sul ghiacciaio che con dif-ficoltà s’attravversa , essendo formato, <lii òcosì, d’altissime onde, come se si fosse agghiac-ciato il mare al momento d’ una procella ; enel passarvi sopra trovansi a luogo a luogoideile larghe fenditure entro le quali si Beute »e si vedel’ acqua scorrere precipitosa. Il ghiac-cio , specialmente verso il Sud, or è astrati,molli ineguali per l’inegual neve caduta neglianni diversi, or a piramidi altissime, e questesovente tinte d’un bel verde. Non solo appièdel ghiacciaio, ove sbocca di sotterra un grangetto d’acqua detto il Foutanone , ( sì freddache il termometro in un minuto s’abbassò da17 gr. a 0); ma quasi in mezzo al ghiacciaiirmedesimo sorgono magnifici boschi di larici,che nella valle stessa per la difficoltà del tra-sporto consumansi, o periscono ove nacquero.Sen trae però, medianti le incisioni, moltaresina.

Di là il cel. Saussure tentò di salire allavetta del Monte-rosa. Passò, lasciando a man-ca il ghiacciaio, alle alpi di Pedriolo, e pre-sa la misura trigonometrica della piò alta vet-ta , ne trovò r elevazione dal mare a a 43 otese (secondo il nostro Oriani è a 2,390) cioèdi sole 20 tese men alta del Monte-bianco.Di là salì ancora pel tratto di cinque ore sughiacci, nevi, e sassi mal fermi, fiuchè giunsenon lungi da una punta detta il Pizzo-bianco,e vide quasi impossibile l’andar più oltre.