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Viaggio da Milano ai tre laghi Maggiore, di Lugano e di Como e ne' monti che li circondano / di Carlo Amoretti
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Monte-rosa. 6 5

Nel salire trovò uno strato di pietra cal-care primitiva, che calcinasi nelle alpi di Fi-lerà, e de’ciottoli di gneiss entro il granito,il che prova esser questo posteriore a quello.Trovò pure del granito in cui il quarzo èColor di lavanda. Nessuno è andato più inalto di lui.

Io non ho qui trovato quella specie di kao-lino , di cui parlerò al Capo ix; ma la bian-chezza delle acque ben mi fa sospettar chevi sia e v’ abbondi : a meno che questa nondebbasi a uno scisto lamelloso candidissimo ,formato di quarzo e di feldspato , con qual-che sorlo nero o tormalina , del quale granmassi trovai presso e in mezzo al ghiacciaio ;o ad una bianca argilla , di cui nel salirvividi uno strato fra lo scisto. Le montagne checircondano Macugnaga sono disposte in giroper un diametro d’oltre 3ooo tese sicchéSaussure non male le assomiglia ad una pa-letta da giuoco di cui la valle di Macugnagaformi il disco , e la vali’ Anzasca il manico.Ve pur chi vuole che dalla disposizione quasirosacea di quelle cime , abbia quel monte avu-to il suo nome. Le montagne contigue a Pec-ceto sono granitose in alto, e scistose abbasso;e basta guardare que’ monti per vedere glistrati o banchi del granito, che hanno incerto modo 1’ inclinazione della valle. Il eh.Dolomieu , vedendo che i filoni minerali inVal Macugnaga corrono da una parte all’ altradella valle (del che io pur m’ assicurai ancheper mezzo della sensibilità d’ Anfossi , comedirò nell’ Appendice di questo libro ) argo-menta che pur abbiala interamente scavata il