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Viaggio da Milano ai tre laghi Maggiore, di Lugano e di Como e ne' monti che li circondano / di Carlo Amoretti
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l6 Plateau.

dura da dar fuoco alla percossa dell'acciaino;e serve a tutte le fabbriche di que’contorni.

Non tardasi a giugnere alla solitaria casadel Sig* Bar. di Stot kalber, che pare una tor-re quadrata anzi che una casa destinata a ser-vire d’ospizio ai Viandanti. V’abitauo ora , ap-punto per esercitare V ospitalità e la esercita-no , alcuni Canonici regolari qui venuti dalGì an-San-Bernardo. Ad essi pelò fabbriclie-rassi più presso alla vetta un’abitazione piùadattata all’oggetto della loro istituzione ; es-sendo loro state assegnate nel Regno Italianoentrate per quindici Religiosi. In quell' altezzaabbondano pure vene metalliche; ma, per quan-to io so, non utili sinorà. Pochi alberi vi siveggono, ma il monte, ove v’è terra , vedesicoperto di rododendri, e gli scogli lo sono dilicheni or rossi or verdi.

La vetta chiamasi il Plateau. Ha al fiancoorientale un gran ghiacciaio, che parte delleacque manda all’ Italia , e parte alla Francia.Queste danno principio a un ramo del Rodano.La nuova strada, stando sul fianco del monteche guarda mezzodì, nella quale pur v’è lagalleria delle Tavernette, dolcemente discendea Briga; ma dicesi più esposta ai venti chelavecchia via, la quale immediatamente discen-de, e quasi precipita nella valle; ma non èCarreggiabile.

Notai già che alcuni, latinizzando il nomedel monte Sempione chiamaronlo fticns Sem -pronai: altri Mons Scipionis\ ma Monsig. Be-scapè , con miglior criterio, credè doverlo chia-mare Mons Ccepionis , sapendosi che tre anniavanti la battaglia di Mario, di cui parlammo,