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Viaggio da Milano ai tre laghi Maggiore, di Lugano e di Como e ne' monti che li circondano / di Carlo Amoretti
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Legname. SS

veggonsi al basso vestite di faggi, a mezzodìpecce e di tegìioni, e in alto di larici, chedanno il piu utile di tutti ì legnami. Cavasipiima dalle peccie la pece, da tegìioni la ra-gia j fi da questa il nero di fumo e da laricila trementina; ma le Comunità, che d’ ordi-nario sono le proprietarie de’ boschi, difficil-mente il consentono se non per gli alberi nontrasportabili, atteso il danno gravissimo chele incisioni fanno. Vendon esse all’incanto almaggior offerente il diritto di tagliare il bos-co , lasciando però intatte le piante che nonhanno un dato diametro. S’atterra l’albero,si priva de’ rami e della corteccia il tronco ,e dividesi in parti, dette borre , longhe seibraccia (i x piedi parigini) se hanno perlomenoun piede e mezzo di diametro; e lunghe ottobraccia, se il diametro è minore. Queste boriedevono mandarsi al fiume, che le trasporti;e a tal oggetto si fa la sovenda , cioè unastrada inclinata e per quanto si può diritta,che ogni valletta e burone attraversa. Si pro-fitta del fondo ov’ è opportuno ; quindi si cos-truisce a foggia d’argine, cogli inutili ramide’ recisi alberi,con sassi e sovrapposta terra,l’inclinata strada : nel fitto inverno copresiquesta con alto strato di neve ; e sovra la nevefassi passar dell’ acqua che vi geli, finché tut-ta la strada riducasi ad un ghiaccio solo. Spin-gono gli uomini su quest’ampio sentiere dighiaccio le borre , che venendo ajutate oves’ arrestano o sviano , con poca fatica de’ gior-nalieri , precipitano al fiume, e portansi allamentovata serra. Quando qui sono adunate,s'apre con ingegnoso e semplice macchinismo,