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Viaggio da Milano ai tre laghi Maggiore, di Lugano e di Como e ne' monti che li circondano / di Carlo Amoretti
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$6 Val Vegezzà.

ma non senza qualche pericolo, la serra, mtempo d’esuberanza d’acque , e tutto il legna-me è portato al lago, ove si raccoglie, e siforma in zattere, che fornite di molte vele ,talora sino a venti e trenta , sono dal ventodel Nord portate in parte alle seghe d’intra,e parte ne viene a Milano.

Nello scoglio per cui da Crana si sale, nonsolo v’è dell’argilla biancastra, ma a luogoa luogo anche qualche filoncino di ferro.S’ entra quindi fra boschi, e poscia giungnesial granito venato, o in tavole, del quale èad arte stratificata la via, abbellita anche nellastate dal rododendro ferrugineo.

Nel torrente di vai di Forno, che attra-versa la via dell’Alpe di Trence, evvi unostrato di pirite fnlfurea or in massa or inpolvere; e grandi strati o forse semplici am-massi, pur vi sono di arena finissima e candi-da di quarzo e di feldspato, e d’un altrasostanza, di coi or ora parlerò.

Volendo salire ai più elevati pascoli, per-corrousi de’fertili prati, ove 1’erborizzatoretrova l’imperatoria, la genziana, il veratrobianco ec., ed anche il genipì pascolo de’ca-mozzi ivi non infrequenti.

Quando vi fui nel 1797, mio oggetto pri-mario era il vedervi certo sasso candido com-posto di cristallnzzi, che facilmente sfarinava-si, e di cui m’erano stati mostrati de’saggisotto nome di kaoliuo. Io lo trovai vicino alloultime capanne de’ pastori, e poco sotto laneve che vi si conserva tutto l’anno, entroil burrone, coperto allora in gran parte dasassi superiormente cadutivi. Il nocciolo del