San Gottardo. 99
Più sopra , il Ticino presenta varie beilecascate j e si passa un ponte detto Ponte diTremola , dal qual luogo ebbe nome la tre-molile? pietra che qui si trova. In questi con-torni v’ ha pur copia di cristalli di roccad’ ogni maniera, d’adulane, e di tormaline.Più in alto v’ è neve eterna : il Ticino quicade precipitoso dal monte, ma vedesi solo aluogo a luogo, poiché la neve, ne copre ilcorso, e talora serve di ponte, su cui ilViandante passa senz’avvedersene, e racca-priccia poi, dice Sulzer , pensando al corsopericolo. Pericolo ancor maggiore v’ è per lefrane di neve dette avvalanche, che in enor-mi ammassi precipitan dall’ alto, e per loscioglimento delle nevi medesime. In quest’ul-timo caso bisogna fidarsi ai muli, e ai cavalli,che cauti ritirati il piede, ove la neve juùnon regge.
All’ ultima cascata lo scoglio cangia naturaed è qui vero granito venato, quindi granitoin massa. S’entra alla fine in un piceol pianoin cui stava l’Ospizio de’ Cappucini. Due otre Cappuccini italiani portavansi e viveanoin quel volontario esiglio, per usare, me-diami le elemosine che lor si faceano, ospi-talità co’ passaggeri; e l’esercitavano in mododa edificare chiunque vi passava , di qualun-que setta o religione ei fosse ; ma le truppedi passaggio hanno distrutto sì bello sta bili-li mento. Nella pianura vi son quattro laghet-ti , tre de’ quali danno le acque al Ticino,e uno al Reus. Da Airolo all’ Ospizio viensi,iu due ore. Questo luogo è alto io65 tesesopra il mare, secondo Saussure . Ora gli