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Viaggio da Milano ai tre laghi Maggiore, di Lugano e di Como e ne' monti che li circondano / di Carlo Amoretti
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Lago di Lugano. ja3

del suo ingegno ha date in Roma. Il piano diJMelide è un fenomeno un po’raro, poiché, nèv’è al di sopra un torrente, o fiume che viporti quanto strascina dal monte, ne v’è op-posto angolo rientrante, con cui spiegherebbesila punta formata da quella forza d’acque, chescavò il lago. Direbhesi che altissimo era colàil monte di s. Salvatore, e che una parte necadde ad occupare il lago in quel luogo. Forseera ivi un promontorio inghiottito dal lago,che perciò tra Melide , e Biscione ha pochissimofondo; sicché fuvvi progetto di formarvi unponte. Forse l’eruzione subitanea delle acqueuscite dal monte sopra Campione uel i5a8,intanta copia che temer fece d’uu diluvio quegliabitanti, avvenuta pur era al disopra di Meli-de ne*secoli più remoti. Bonaventura Casti -glioni, che di quella eruzione parla come te-stimonio di vista, argomenta difatti che altresimili eruzioni abbiano formato il lago di Lu-gano, che dianzi non era che una lacuna siuoal declinare dell’impero romano; poiché niu-uo scrittore antico ne fa menzione prima diGregorio Turonense nel secolo vr, quantun-que rammemorato si trovi da Plinio il lagodi Pusiano (che però a suoi tempi dovea for-mare un lago solo con quei d’Alserio e d’Og-giono ) sotto nomedi Eupylis: argomenta inol-tre che il lago di Lugano nutrito sia per disotto dalle acque contenute nel seno de’mon-ti, giacché quelle che apertamente v’entranopel torrente Agno , e per altri burroni, bastarnon possono a supplire alla svaporazione , eall’emissario della Tresa. Nè ci sembra senzafondamento il suo pendere. Scoppiarono le