»38 Eupili t Erba , Pieve rf Iacino .rio dall’Adda,, e’l Benaco dal Mincio; il cnooggidì non può dirsi, poiché il Lambro talo-ra riceve bensì qualche scarso sussidio dai la"ghi d’ Alserio e di Pusiano , e talora dà a q' ie "sto il sovrabbondante delle acque sue nell®escrescenze , ma d’ ordinario passa in mezzo adessi, e nessun rapporto ha con quello d’Oggi°“no che va a scaricare le sue acque nel lag 0di Lecco. Dobbiamo dunque argomentare cheil Lambro , aprendosi una strada fra le colb'ne sotto Lambrugo, e abbassando il proprioalveo colle corrosioni, abbia a poco a pocoabbandonati que’ fondi, lasciandovi i soli 1*'ghetti summentovati. Da una memoria del f°Cubato Beretta (*) vedesi che negli scorsi se-coli, i laghetti medesimi più estesi erano cheora non sono.
Chi da s. Salvatore ama andare in Vali’ A**sina per la più breve via costeggia il montosino a Casilino , e ivi, piegando per una len*ta ma non comoda discesa , va al letto delLambro , a Scarena , e ad Asso.
Ma proseguendo la via carreggiabile da Al'bese viensi a Buccinigli, ad Erba popolataterra costruita su incomodo pendìo , e alla Pi e 'Ve d’Incino , ove sol vedesi la vecchia chie-sa, poiché il borgo fu nel 12.85 da Comaschidistrutto, nè più risorse. Ivi era 1’antico Li'ciuoforo, il quale con Como, e Bergamo for-rilava le tre città degli Orobii rammentate daPlinio (**) da cui pur sappiamo, che Bergamo ®