*44 Asso, Lasinigo, Magrelio.
Proseguendo la valle vietisi a Lasinigo oNasnigo, a Barili, a Magrelio, anguste p‘ a "aure che vanno elevandosi sinché si giugnoalle sorgenti del fiume. A Lasinigo , che unautore crede sia Assi vicus , il vico di A*"so , nell’ angolo d’ una casa poco distante dal-la torre vedesi un’iscrizione, che G. AleboVeterano delia legione vin fece vivente perse, e per Pompea Dorcade sua moglie. Rino-mate son le lumache di Barai, che gli abi-tatori sanno nutrire colla tossilaggine , ( Tus-silago petassites L. ). Vedesi sopra Magre-Jio una grotta nel monte , e una soigente d’ ac-qua intermittente , detta la Menaresta , l equali cose possono interessare il Naturalista.La Menaresta è una sorgente che nasce dauno scoglio all’altura del Tivauo sopra Ma-gi elio , ov’è il Piau-raucio. Ad ogni otto mi-nuti all’ incirca la sorgente fa un sensibilissi-mo aumento , e se n* ode l’interno rumorìo.Dura circa 3 minuti 1’ accrescimento , e 5 ildecrescere. Ivi comincia propriamente il Larn-bro. Lì presso è un’altra sorgente detta 1’ ac-qua della febbre, perchè credesi un autifeb-brifugo. A me parve amarognola. li mouteè calcare; ma v’ha de’ massi di granito, gra-natiferi , e scistosi d’ ogni maniera. Il Lam-hro al primo nascere si perde e ricompare.Lo stesso fa talora presso Lasinigo. PressoAsso ha alveo angusto e profondo , perchè glistrati del monte son ivi quasi perpendicolari.Coltivasi a Magrelio il papavero bianco perolio, e sen potrebbe anche ricavare l’oppio.
Stanno in alto le così dette Alpi, cioè pa-scoli estivi del bestiame , ove souo magnifici