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I dieci libri dell'architettura di M. Vitruvio tradutti et commentati da Monsignor Barbaro eletto patriarca d'Aquileggia
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A b e Le forti di murare dette di ſopra. Diſeguale muratura detta Aniſodomon.C Eguale muratura detta Iſodomon. G La muratura de Greci con i Mattoni detti Piatoni frontati ſopra li Anguli.D La Fabrica riempita detta Empleclon. H Le Orthoſtrate.

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CAP. IX. DEL TAGLIARE I LEGNAMI.

A Materia fi deue tagliare al principio delbAutunno fino à quel tempo, che comincia à ſoffiare iluento da Ponente, perche da Primauera gli alberi ſono pregni,& tutti mandano nelle frondi,& 50ne frutti, che fanno ogni anno la uirtù della loro propietà. Quando adunque per la necesſità de itempi uotij;& humidi fi fanno, uani, e deboli per la rarità ſogliono diuentare a guiſa de i corpi ſeminili, quando hanno concetto, che dalla concettione loro ſim al parto non fono intieri ſtimati. Ne

i gli animali da uendere quando fono pregni fi danno per ſani, percioche creſcendo nel corpo ciòche prima era ſeminato da tutta la uirtù del cibo ſi tira il nutrimento,& quanto piu il parto fi fa fermo à mãtenerſi,tanto meno lafcia efler foda quella cofa,di che fi genera,& però mandato fuori il parto quello, che peraltra manie-

ra di aumento era dettratto, quando è libero per la ſeparatione fatta dal naſeimento della coſa nelle aperte,& uacue

uene in ſe riceue,& fuggendo il ſucco fi piu fermo,& ritorna nella prima ſodezza della natura ſua. Per la 1 leſſa ra-

gione al tempo del Autunno per la maturita de i frutti infiacchite le frondi tirando le radici de gli alberi a fe il fuocodella terra, fi ricourano,& ritornano nella lor prima ſodezza. Ma la forza dello aere del uerno comprime,& aſſo- ceda quelle per quel tempo come detto hauemo. Se adunque con quella ragione che di ſopra sè detto,& à quel tem-

po ti tagliera il legname, fera utile,& opportuno. Ma coſi biſogna tagliarlo, che egli fi uadi fino à mezzo la midolla,

& laſciato fia il taglio fino;che ftillado per eſſo fi fecchi lhumore, perilche quello inutile liquore, che in esfi fi troua

uſcendo per lo fuo torlo, non laſcia in quello morire la putredine, ne corromperſi la qualità della materia, ma quan-

do poi fera ſecco falbero, ne ſtillera piubiſogna gettarlo à terra,& coſi perfetto alluſo fi trouera eſſer. Et che que-fto fia uero egli fi puo conoſcere ancho da gli arbuſti. Percioche quando esſi ciaſcuno al tempo ſuo col foro, che fe

le fa dal piede uiene caſtrato, mandano fuori dalle midolle il uitioſo& ſoprabondante humore e triſto liquore,&

coſi diſſeccandoſi riceuono in fe la virtù di poter lungeméte durare. Ma quegli humori, che hanno le uſcite gli

alberi reſtando esſi dentro, fi putrefanno& rendono quegli uani,& diffetoſi. Se adunque quelli, che ſtanno,& ui-

uono ſeccandoſi non inuecchiano, certamente quando gli iſtesſi per farne legname ſono a terra mandati, eſſendo à 70

quel modo gouerna ti, potranno ne gli edifidij lungamente& con utilità durare. Quegli alberi hanno tra fe con-

trarie,& ſeparate uirtu, come il Rouere, l'olmo, il poppio. II Cipreſſo, Abete& gli altri, che fono ne gli edifici]grandemente utili, percioche non può il Rouere quello, che può Abete, ne il Ciprelſo quello, che può Olmo, negli altri alberi hanno quella ſimiglianza medeſima di natura fra loro, ma ciaſcu na ſpecie di quelli, con le diſpoſitioni,

& propietà de princi pi loro comparati con altri,& d'altra maniera effetti, nelle opere produce. Et però PAbete ha-

uendo aſſai dello aere,& del fuoco, ma meno del humido,& della terra, fatto di piu lieui forze di natura non 8050

dero ſo,