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I dieci libri dell'architettura di M. Vitruvio tradutti et commentati da Monsignor Barbaro eletto patriarca d'Aquileggia
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i 8 x i 172 12 diperuiene alla quarta ſua terminatione, la confonanza è detta Diateffaron,& termi-

Et però dal numero hanno preſo i nomi di quelle, percioche quando la uoce fi forma in una terminatione de&fuoni,

111 Muta,&

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nando i) ite; nella ottaua, Diapaſon, nelle otto& mezza Diapafon,& Diateſſaron, nelle noue,&

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ella quintadecima Disdiapafon:Perche egli non fi puo fare le conſonanze, quando|{ 0 on delle corde, ò il canto della noce ferà formato. Ma(co-

la terza, O nella ſeſta, o nella ſettima il fu> hauetmo) la Di anno i loro termini conuenienti dalla natura della uoce

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& la perfetta conſonanxa, come quella, che abbraccia ne i ſuoi ſpacij,& contiene fotto di fe tutte len,& della Diapente fiano poſti la doue fono,& finalmente tutti i gradi fi riferiſcono a quella intentio-

ne di peruenire alla x V. Et qui fia fine del trattamento Muficale, quanto può baſtare all eſpoſitione di Vitr. ne in altro uolemo riprendere

Aristoxeno, che forfe ha hauuto altre intentioni, che non fono coſi compreſe, però ad alcuno le coſe fue pareno umperfette. i

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CAR VIDE 1 VASI DEL I HEATRO.

glianti inueſtigationi con Mathematici diſcorſi fi fanno i Vaſi di Rame fecondo

8 eTheatro. Et quelli ſi fanno in modo, che quando ſon tocchi poſſono fra ſe ren-

dere la Diateſſarron,& la Diapente in ordine alla Diſdiapaſon.

Po: che ſapemo in che proportione conſiſte ciaſcuna con ſonaxa. Volendo noi preparare que uaſi di Rame, che ufauano gliantichi diſporre ne i Theatri, accioche la uoce de recitanti piu chiaramente,& con dolcezza s udiſce. V itr. ci laſcia inatendere prima come fi hanno ad accordare, poi come fi banno à porre,& che effetto facciano. Quanto adunque all ac-

i. Vitr. dice, che biſogna fargli in modo, che quando fono tocchi, ò dalla uoce, ò da alcuna coſa, rendino fra fe le conſonanxe dette

ſuron,& Diap con queſto però, che luna es l'altra fiano ordinate alla Difdiapafon, ma egli non dice, il modo di bproportionare

jueste conſonanxe, però biſogna qui porui del buono,& ſapere le proportioni de i corpi, cioe come un corpo ſia

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o, perche quella proportione, che e tra ſpatio, e ſpatio, tra corpo, e corpo, e anchorender ſuono. Queſta pratica dipende dal ſapere trouare tra due date linee,

fquiali ero; 0 fe 0

lehe come fi fa libro diffufamente fi dimostra. Se adunque, hanno da riſpondere in conſo-, e gli ſpatij loro,& i uani fia! 0 in quelle proportioni, che fono le conſonanxe, che render uogliono, Pro-

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id, nel nonna preparare il luogo, doue hanno a ftare pero dice Vitr.

tro co agione di Mu ſica fi de locare le celle à queſto fi. Bar na ditro con ragione di Mu fica fi deono collocare nelle celle à queſto fine apparecchiate, ma di

chino alcun parete,& habbiano d intorno il luogo uoto.Ri| 1A: A, 1 À gi; igor e

Deonſi fare i luoghi doue hanno d fare i uaſi detti, queſti luoghi fono da Vitr. nominati Celle, non deono toccare da alcuna banda muro, altro,

perche non rifuonerebb Et habbiano dintorno il luogo uacuo. Perche rifuonino meglio.'

15 1 t 5 8. a 75 1Et dalla ſommita del capo loro habbiano ſpacio.

Perche meglioEt fiano rivolti in glu.

PeEt habbiano da quella p-lo[lare in dt

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p 7 2*e la uoce ſott'en

, che riguarda i Theatri i Cunei ſottopoſti. Perche quei uaſi deono eſſer fostentati in qualche modo,

re come Varca di Mahomet. non erano però ſoſpeſi come le campane, ma erano ſopra alcuni Cunei, che gli teneuano folleuati,& toccauaio poca parte di quelli, accio non fuffe impedito il ſuono, altri uogliono che ſteſſero riuolti con la bocca in giu,& per la bocaca wentraffero i Cunci, altri che ste[Jero riuolti con la bocca uerſo la ſcena,& che nel mex xo fuſſero da i cunei ſottopoſti ſoſtentati.

Siano di ferro que Cunei, non meno alti di mezzo piede.|

Per dare jpatio otto i uafi, accioche non tocchino& alcuna parte,

Et albincontro di quelle Celle.

ire a i letti de i gradi inferiori longe due piedi, alte mezzo.

Fin qui Vitr. ba preparato il luogo, doue fi hamo à por re que uaſi,& ci ha dimostrato il modo di aſſettargli. Seguita che egli ſecondo la pro-portione, che conuiene alla Mufica, gli difponga. Ma prima parla del modo,& del luogo da por le Celle, importando molto il porle pu inun luogo, che in un altro.

ro le quali deono&iC1ate fiano le aj

iu che moss egli fi habbia à diſſegnar le celle, coſi è neceſſario dichiarire. Se il Theatro fera molto ampio,& grande i altezza di mezzo per t rauerſo fia diſſegnata,& in quella fiano à uolti fatte 13. Celle diſtãti per i dodici ſpatij eguali, in modo, che que uaſi riſſuonanti, che fono ſtati ſcritti di ſopra, ſuonando albultima gelle eccellenti detta Neteiperbolcon han poſti prima nelle Celle, che fono nelle eſtreme corna dalbun',& laltra parte.

part iſe ai 5 tor ho a torno il Theatro la parte di mezzo dellaltezza, et quella fia diuiſa in dodici patij eguali con tredici Celle certo e, che nefaranno due fu gli estremi corni, una nel mezzo, cinque da una parte tra luestrema e la di mexx o,& cinque dall'altra tra laltra eſtrema,& quella

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