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di Berlino . 11 Re vi acconsente, c fa scrivere dal suoministro Finelienstein la lettera seguente al Contedi Viry, allora ambasciatore Sardo a Berlino . « S. M.» mi ordina di indirizzarmi a V. E., nella speranza» che Essa vorrà procurare al Sig. De Lagrange il» permesso di stabilirsi in Berlino . La Maestà Sua» considera questo atto di compiacenza per parte del» vostro Sovrano , come un segno di amicizia , al» quale essa sarà molto sensibile, e che cercherà di» riconoscere all’occasione, con tutti i servigi, che» da essa dipendono ». Essa porta la data del 14Giugno 1767 . Una lettera cosi obbligante, congiuntaalla intimità che esisteva in quel tempo tra le dueCorti, fece sì, che Carlo Emanuele III aderisse, ben-ché molto a malincuore, a lasciar partire Lagrange .Egli uscì da Torino il 6 di Novembre, all’età di tren-tanni, e da quel giorno, l’Italia non lo ha più rive-duto. Nell’elogio di Lagrange letto a Torino il 15Giugno 1867 dal Conte Menabrea , ho trovato concompiacenza una rettificazione intorno ad un episo-dio di questa partenza, il quale ha menato rumore.D’Alembert aveva consigliato per lettera Lagrange ad assumere a Berlino il posto di Eulero . La frasedell’invito, che si suole generalmente citare, è que-sta: « è duopo che il più grande dei geometri di» Europa , si trovi appresso al più grande de’suoi» Re ». Di qui la illazione, che il Re Carlo, nonsiasi opposto alla partenza di Lagrange , per dispettodi quella frase. Ora il vero testo della lettera diD’Alembert , che porta la data del 26 Aprile, è in-