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DI LUIGI LAI.UANGE
Nel 1788 , appariva finalmente alla luce la Meccanicaanalitica, la quale da prima non incontrava favore chepresso quéi pochi che meglio la intendevano. La gene-ralità degli altri Geometri, abituata a veder’tratlaregran parte della Meccanica con metodi sintetici, tro-vava strano di non ravvisare in quella di Lagrange,neppure una figura geometrica; e forse chi sa che al-cuni di essi non l’abbiano stimata un lavoro astrattodi analisi.
Comunque sia, Lagrange sentì forte dolore dellafredda accoglienza fatta al suo libro; e tra per ciò,c tra perchè era preso da un poco di stanchezza,egli diede sosta ai lavori di matematica e si misea studiare chimica, medicina e storia naturale. Nonomise la filosofia e persino la storia delle religioni.Prese parte attiva nella riforma filosofica del lin-guaggio della chimica, e fu allora che divenne en-tusiasta di Lavoisier , ch’egli diceva , avea trasfor-mata questa scienza in un ramo di matematiche ap-plicate. Concorse pure con tutti gli sforzi all’ ado-zione del sistema metrico decimale, e fece parte dellaCommissione, destinata a questa importante riforma.Nel 1791, l’Assemblea nazionale confermava conisplen-dido rescritto la sua pensione di sei mila franchi,e per indenizzarlo della perdita che subivano gliassegnati, il Potere esecutivo gli aggiungeva nuoviimpieghi. Lo nominava membro dell’ufficio incari-cato di proporre ricompense in favore delle inven-zioni c scoperte utili ; e nel Marzo del 1792 , eraegli uno dei tre amministratori della zecca. Il 31 di