1)1 LUIGI LAGRANGE
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tia le quali, le crudelissime ed assurde di Bailly edi Lavoisier . Questa strage; afflisse amaramente La-grange, c l’indomani della morte di questo chimico,egli diceva dolorosamente al Delambre : « Non è loro» abbisognato che un momento solo per far cadere» quella testa, e cento anni forse, non basteranno» per produrne una simile ! »
Fatti cosi luttuosi , resero inquieti gli amici dibagrange sul conto della sua vita, tanto che furonounanimi a proporgli di farlo reintegrare nella suaposizione a Berlino. Da prima, Lagrange vi aderì,e si rivolse ad He'rault de Sechelles per avere unpassaporto. Questo gli era tosto esibito, e gli si ag-giungeva una missione simulata in Prussia, per me-glio assicurare il suo viaggio, quando bagrange can-gia di avviso e, sienro in sua coscienza, preferiscedi restare.
Cessava poco dopo il regno del terrore, e secondol’ordine naturale delle cose , esso era sostituito dauno più mite , il quale , tra i tanti miglioramentiche fece, dava opera alla riforma degli studii. Cre-ava la scuola Normale; nominava Lagrange a Pro-fessore e, a collaboratori suoi, Laplace e Monge. Lariforma veniva completata colla formazione dellascuola Politecnica, la quale, stata celebre sino dalsuo nascere, si è sempre mantenuta di poi nel piùvivo splendore. Cola pure, le stesse eminenze del-l umano sapere, erano chiamate a professare (1).
(!) A dare un’idea come a Lagrange fossero noti da lunga mano
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