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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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SAGGIO SULLA VITA

suoi antichi dominj: Mantova, non più feudoimperiale dei Gonzaga che finivano tra le lor-dure del vizio, era allo stato di Milano ag-giunta e governata dall’ Austria : a Parma e aFirenze, le famiglie Farnese e Medicea spentecedevano il luogo a un Filippo di Borbone, ead un Francesco di Lorena che poi dava unLeopoldo alla fortunata Toscana. Tutto nellapenisola era presagio, apparecchiamento, edeffetto dì un ordine migliore di cose: e dietroh queste condizioni nostre tu vedevi l’Inghil-terra riorganizzata dentro, e potentissimafuori; la Francia, dopo la tramontata gloria diLuigi XIV, prepararsi tacitamente a ferocescuotimento di corrotta e leggiera vita : nellaAlemagna, la formazione di nuovi stati e l’agi-tazione di feconde idee : la lunga lotta delCristianesimo e dell’ Islamismo consumatasotto le mura di Vienna: la Russia, trattasulle vie della civiltà dalla creatrice violenzadi Pietro il Grande: la Polonia, corrente amina: tutta l’Europa, avviala a nuovi a grandidestini.

Dal Machiavello al Montesquieu, da Luteroal Voltaire, da Galileo a Newton, da Sully aColbert il corso dell’ umanità era stato pro-gressivo e fecondo: e come la cognizione delleverità naturali per forza propria tendeva allautilità delle applicazioni pratiche, così la luceche diffondevasi per tutto il mondo moraleeccitava e rallegrava gli spiriti nella possibi-lità di un più equo e libero godimento o ri-cognizione di umani diritti. Pertanto questenuove ragioni della scienza e della vita se ap-partenevano più ad un popolo che ad un altro,erano anche generalmente comuni a tutti, edelementi proprj dell’ incivilimento europeo.Ma la Francia con una lingua, che facilmenteprocedendo alle generalità, e con l’inaltera-bilità degli ordini logici e la distinta e positivadeterminazione delle idee non discordandosimai da sé stessa, è naturalmente dal vivacespirito e dalla vanità stessa di coloro che laparlano sovraimposta a tutte le altre, c neraccoglie in sè le dottrine, la Francia prestofu l’organo di questo spirito essenzialmenteeuropeo, e scrittori francesi esercitavano allaEuropa il nuovo tribunato della filosofica li-bertà del pensiero (1).

L’Italia, proporzionatamente alle sue con-dizioni religiose e politiche, partecipava an-ch’ella di questo spirilo, e mentre altri am-biziosamente parlava, essa con più certa evirile sapienza faceva. Le arti della civiltàerano troppo antiche in questo invidiato e cal-pestato giardino dell’Europa: e le irte spinee il tetro squallore che dal medio evo in poituttavia vi restassero, offendevano tanto aisensi ed alla ragione degl’ italiani uomini, chefosse impossibile tollerarli più a lungo. Carlodi Napoli, occupato il regno, poneva mano aimiglioramenti civili, ed un Toscano era il re-gio consigliere: nè la pietà dell’animo reli-gioso gli rendeva ostacolo alle salubri riforme.Toscana, che a Napoli avea dato il Tanucci,agitava vivamente in sè stessa il pensiero diuna migliore legislazione ed amministrazionepubblica, e fino dai primi tempi della mutatadinastia preludeva al governo di Leopoldo Icon efficaci manifestazioni di quel pensiero (1).Nella Lombardia austriaca, e in ogni altraparte della penisola, gli antichi mali si vede-vano, e si proponevano opportuni rimedj.Agricoltura , industria , commercio, leggi,studj, umanità rispondevano agl’impulsi delnuovo secolo.

Con questi moti di miglioramento socialenon procedeva di pari passo il costume: buonoper originaria disposizione d’italiche nature,depravato per superstizioni codarde , per fe-rocie invilite, per pubbliche necessità di pri-vati interessi e d’anguste idee, per lunghiesempj d’intrighi e di coperti odj spagnuoli,per avarizia tedesca, per dissolutezza francese,per impotenza e mollezza propria (2). Ma ilsentimento della grandezza antica la presentevita nobilitava: e l’Italia credeva di potersivantare senza vergogna di aver signoreggiatoil mondo con le armi e con le leggi, di aver

del sig. Yillemain circa l’ influenza dello spirito fran-cese sull’ Europa : Cours de Littérature franf.aise, le-fon XXXII", etsuiv.

(1) Esiste manoscritto un Memoriale, che fu o chedovea essere presentalo a Francesco di Lorena quandovenne in Toscana, nel quale con molto senno civilesi prelude alle riforme Leopoldine. Io ne debbo la co-gnizione e l’uso alla gentilezza del sig. Giovanni Pic-cinetti.

(2) Muratori: Annali d’Italia all’ anno 1707: Si-smondi, nell’ ultimo capitolo della Storia delle repub-bliche italiane : Colletta, Storia del reame di Napoli,Iib. I, cap. 1. 9.

(I) Con queste idee vuoisi gasligare le asserzioni