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E SULLE OPERE DI
formato con la virtù del cristianesimo la mo-derna europa, e di averla ammaestrata col rin-novamento della sapienza greca e latina.Quindii poeti nutrivansi più di memorie, che non siconfortassero di speranze, orala perduta glo-ria cantando, ora deplorando le presenti sven-ture: e il Filicaja da una parte protestava condesiderio di nazionale indipendenza contro learmi francesi, con le quali cominciavano imoti del secolo decimottavo, dall’altra cele-brava le vittorie delle armi cristiane, con lequali terminavano i fasti eroici del sacro ro-mano impero contro le forze degl’ infedeli. Piùtardi i felici successi del Montemar furonomateria ai versi lirici d’Innocenzo Frugoni.Ma niuno sentiva ancora l’altezza vera del-l’ufficio morale e civile delle lettere umanequanto all’ essenza e facoltà loro si convenis-se, nè avrebbe potuto presagire la necessariaconclusione alla quale per intima provvidenzatendeva tutta quella macchinazione di cose.Tutti peraltro più o meno energicamenteaveano rinunziato il cinquecento vuoto, e ilsecento mostruoso; tutti sentivano di respi-rare più sane aure di letteraria vita: e anchedove mancavano i solidi concetti, le mutatespoglie apparivano.
Fra queste condizioni d’italiane cose na-sceva in Asti il futuro creatore del nostro tra-gico teatro.
Capitolo III.
Elementi primi dell’ indole e dell’ ingegnodi Vittorio Alfieri.
Ogni èrba si conosce per lo seme.
DANTE
L’infanzia degli uomini grandi talvoltanon va segnalata per alcuna notabile differenzaa quella degli uomini volgari; talvolta offrei primi e caratteristici indizj della futuragrandezza. Il con te Vittorio Alfieri nacque ildi 17 gennaio dell’ anno 1749, e fino dalla piùtenera età diede tali argomenti di sè, che do-mandano tutta la nostra attenzione.
Il padre suo, Antonio Alfieri, era uomo diB ontà e semplicità antiche: senza quel sapere«ho corrompe, senza quella istruzione veraue illumina, e che perfeziona. Ma la puritàet costume scusava il difetto del sapere, eAlfieki
VITTORIO ALFIERI
rendeva bella testimonianza alla virtù dei pro-fessati e non esaminati principj: l’agiatezzadella casa e la gentilezza del sangue ornavanodi una dignità nativa quella semplice costu-matezza , e quella felice ignoranza. Molto con-formi a queste condizioni di spirito eranoquelle di Monica Maillard Tournon, consortedi Antonio e madre di Vittorio Alfieri, donnain cui la religione era sapienza, e la pietà del-l’animo principio di operosa filantropia. Copianè libertà di pensieri, amabile civetteria dispirito, vario, frivolo, faticoso movimento divita signorile e strepitosamente superba nontrovò intorno a sè il fanciullelto venendo inluce; ma una quiete sana, una contentezza se-rena, e verità di paterno e materno affetto. Ilpadre, che troppo tardi si era ammogliato,morì prima che il figlio potesse pure cono-scerlo: la madre, che giovanissima era, tut-toché vedova fosse quando maritossi ad Anto-nio, rimasta sempre in fiorita età, passò alleterze nozze con un cavaliere, Giacinto di Ma-gliano, cadetto di un altro ramo della stessacasata Alfieri. — Se il fanciullo ebbe a mu-tare il genitore in un padrigno, di esempjdomestici, nè di amorose cure non patì can-giamento nè diminuzione. Il cavalier Giacintoera uomo di una probità incontaminata, digravi costumi, di nobili maniere: non credevaperò che ad un signore fosse convenevole lafatica dello studio, nè T ornamento delle let-tere necessario.
Fra le piccole, o puerili cose noi ora dob-biamo cercare i semi delle grandi. Se ad al-cuno non fossero cari i trastulli nè l’ingenuopianto e sorriso dell’infanzia, costui non leggaquesto capitolo, marinunzj anche al diritto diragionare e d’intendere le cose umane. Vit-torio aveva una sorella chiamata Giulia, a luimaggiore di età; aveva un fratello postumo,che presto seguitò il padre alla tomba. ConT uso di quelle caste e feconde immagini, conle quali solevano i nostri maggiori introdurrele semplici fantasie de’ loro figliuoletti in unmondo tutto divino, e con provido scherzo pre-paravano per tempo celesti consolazioni allavita, con queste immagini anco la tenera ani-ma dell’Alfieri fu schiusa alle spiritali sem-bianze. Onde a fargli intendere la mancanzadel morto fratello glie lo rappresentavano tra-sformato in un angioletto. Nella età di cinqueanni, oppresso dal male dei pondi sicché della
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