Buch 
Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
Entstehung
Seite
35
JPEG-Download
 

ATTO TERZO

35

POLINICE

Or dalla pace

Più assai di pria, son lungi, e non men deiChieder ragion; lai v'ha ragione orrenda,

Che dir non posso; ma 1’ udrai tra breve;

È scorreralti per l’ossa in udirlaDi morie un gelo. Altro per or non dico,

Se non che in Argo non ritorna Adrasto;

Non parie ei, no. —Ben le superbe muraDella spergiura Tebe adito dargliForse dovran tra le rovine loro,

Tosto, e mal grado mio; ma, s’abbia il dannoChi a forza il vuol. Nel sanguinoso assaltoTrovar la tomba anco poss’io; nè duolrai;Purch’ io non cada invendicato.

GIOCASTA

Ahi lassa !

E qual vendetta? e contro a chi?

POLINICE

Vendetta

Di un traditore.

GIOCASTA

Il tradilor fia quegli,Ch’ empio in te nutre con supposte trameLo sdegno, il diffidar: me sola credi...

ANTIGONE

Madre, fratello, al mio terror soltantoCrediate or voi.

GIOCASTA

Che parli?... Al terror tuo?

A qual terrore?

ANTIGONE

Ah! d’Eleòcle al fiancoSta consiglier Creonte; alto terroreQuindi a ragion...

GIOCASTA

Creonte?

POLINICE

Ei sol pur fosse

Che a lui consigli!... Io ben mel so... Creonte...Senz’ esso,... ah! forse,... a ria vendetta...

GIOCASTA

Oh cielo !

Qual parlar rotto ! qual bollor di sdegno !

Che mi nascondi? parla.

POLINICE

Io no, noi posso.

Come tacer, così obbliar potessi,

Così ignorar l’infame arcano ! Il meglioFora ciò per noi tutti; un sol delittoVedriasi allor: meglio è morir tradito,

Che vendicato. E pur saperlo, e starsi,

Chi’1 puote?... Oh qual di sangue scorrer veggioOrribil fiume? oh quali stragi ! oh quante !...

L’amistà di Creonte un don mi feaFunesto...

ANTIGONE

Or si, fratello, or si davvero,Compiango io te. Che di’? nunzia è di morteDel rio Creonte 1’ amistà.

GIOCASTA

Finora

Per Polinice, è ver , pender noi vidi:

Ma che perciò? Figlia, osi tu?...

POLINICE

Creonte

Pende per me; per la mia giusta causa,

Assai più eh’ altri.

ANTIGONE

Ei vi tradisce tutti;

Ed io vel giuro; ei si fa giuoco, il crudo,

Di voi, de’dritti vostri.

GIOCASTA

Onde tai sensi?

Che ardisci tu? Non m’è fratei Creonte?...

E a’ suoi nipoti?...

ANTIGONE

Ahi! troppo io tacqui, o madre;Ed or, non parlo a caso. Emon gli è figlio,

A quel Creonte, a cui tu sei sorella;

Nolo gli è il padre; e pur mi disse ei stesso...Che vai? Di nuovo il giuro, ambi ei v' abborre:Al trono aspira; e qual, qua 1 v’ ha misfatto,Che al trono adduca, e non s’imprenda in Tebe?

GIOCASTA

Noi creder, no... Ma pur, chi sa?... MancavaQuesto a tant’altri orrori!...

POLINICE

Ove l’incauto

Piede inoltrai? Qual laberinto infameDi perfidia inaudita! Io qui tra’mieiAnnoverar deggio i più fieri atrociNemici miei? — Ma voi, ch’io ascolto; voi,Che in amica sembianza a me dintornoRimiro, oh ciel ! chi ’l sa, se in voi si annidaInganno, o fe? chi’l sa, se in voi non entraIl pensier di tradirmi? A me tu madre;

Sorella tu: ma che perciò? son sacriTai nomi, è ver; ma son pur troppo in TebeTremendi nomi. A me fratei non eraL’ usurpator? Creonte , zio non m’ era? —

Ahi dura reggia, ov’ io ( misero ! ) i lumiAlla odiata luce apria ! congiunti,

Quanti ne serri infra tue mura infami,

Tutti a me son di sangue ; ed io di tuttiSono il bersaglio pure. Esul tanti anni,

Or mi ritrovo in mezzo a’miei straniero:Ovunque io giri incerto il guardo, ( ahi vista! )Un traditor ravviso. Ogni pietadeÈ morta qui. Che cerco io qui? che aspetto?

A che rimango? qual più orribil morteChe nel sospetto vivermi tra voi? —

Ben io mel sento; al nascer mio voi sole,

Voi presiedeste, o Furie ; al viver mioVoi presiedete or sole: a qual sventuraMe riserbate? a qual delitto?... Oh! forseMe dall’Averno respingete, o Erinni,

Perch’ io finor men empio son di Edippo?

GIOCASTA

Degno figlio d’ Edippo, anco la madre