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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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ATTO QUINTO

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Non l’irritar , Creonte. Opra pietosa ,Giust’opra fai, serbando in vita Argia.

ARGIA

Creonte, deh ! seco mi lascia...

ANTIGONE

Ah ! fuggi,

Pria che in lui cessi la pietà.

CREONTE

Si tragga

Argia primiera al suo destino...

ARGIA

Ahi crudi 1

Svellermi voi?...

ANTIGONE

L’ ultimo amplesso dammi.

CREONTE

Stacchisi a forza ; si strappi, strascinisi:

Tosto, obbedite, io ’l voglio. Itene.

ARGIA

Oh cielo !

Non li vedrò più mai ?...

| ANTIGONE

Per sempre,... addio...

S€KM IV.

CREONTE, ANTIGONE, Guardie

CREONTE

Or per quest’ altra parte, al campo scendaCostei... Ma no. — Donde partissi, or tostoSi riconduca; entrate.— Odimi, Ipseo. (1) —

SCKVA V.

CREONTE

— Ogni pretesto cosi tolto io speroAi malcontenti. Io ben pensai ; cangiarmiNon dovea, che così;... tutto ad un tempoSalvo ho così. —Reo mormorar di plebeDa impazienza naturai di frenoNasce; ma spesso di pietà si ammanta.

Verace, o finta , è da temersi semprePietà di plebe ; or tanto più , che il figlioInstigator sen fa. — Vero è, pur troppo ! —

Per ingannar la sua mortai natura ,

Crede invano chi regna, o creder finge,

Che sovrumana sia di re la possa.

Sta nel voler di chi obbedisce; e in tronoTrema chi fa tremar. — Ma, esperta manoPrevenir non si lascia : un colpo atterraL’idol del volgo, e in un suo ardir, sua speme,E la indomabil non saputa forza.—

Ma qual fragor suona d’intorno ? Oh ! d’armeQual lampeggiar vegg’io? Che miro? EmoneD’armati cinto?... Incontro a me?—Ben venga;In tempo ei vien.

SCEBfA VI.

CREONTE, EMONE, Seguaci d’Emone

CREONTE

Figlio, che fai?

EMONE

Che figlio?

Padre non ho. D’ un re tiranno io vengoL’empie leggi a disfar: ma, per le stessoNon temer tu, eh’ io punilor non vengoDe'tuoi misfatti: a’Dei si aspetta: il brando,Per risparmiar nuovi delitti a Tebe,

Snudato in man mi sta.

CREONTE

Contro al tuo padre,...Contra il tuo re, tu in armi? — Il popol trarreA ribellar, certo , è novello il mezzoPer risparmiar delitti... Ahi cieco , ingratoFiglio!... mal grado tuo, pur caro al padre! —Ma di’: che cerchi ? innanzi tempo, scettro?

EMONE

Regna, prolunga i giorni tuoi; del tuoNulla vogP io; ma chieggo, e voglio , e torreSaprommi io ben con questi miei, con questoBraccio, ed a forza, il mio. Trar di tue maniAntigone, ed Argia...

CREONTE

Che parli ? — Oh folleArdire iniquo! osi impugnar la spada,

Perfido, e contra il genitor tu I’ osi,

Per scior dai lacci chi dai lacci è sciolto? —Libera già, su Forme prime, in ArgoArgia ritorna; in don la mando al padre:

E a ciò finor non mi movea, ben vedi,

Il terror del tuo brando.

EMONE

E qual destino

Ebbe Antigone?...

CREONTE

Anch’ella or or fu trattaDallo squallor del suo carcere orrendo.

EMONE

Ov’ è ? vederla voglio.

CREONTE

Altro non brami?

EMONE

Ciò sta in me solo: a che tei chieggo? In questaReggia ( benché non mia ) per brevi istantiPosso, e voglio, dar legge. Andiamo, o prodiGuerrieri, andiam ; d’empio poter si traggaRegai donzella, a chi luti’altro in TebeSi dee, che pena.

CREONTE

I tuoi guerrier son vani;

Basti a tanto tu solo: a te chi tiaCh’osi il passo vietare ? Entra, va, tranneChi vuoi; ti aspetto, io vilipeso padre,

9

CD Gli favella alcune parole all’orecchio.

AtFlERI