ATTO QUINTO
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Non l’irritar , Creonte. Opra pietosa ,Giust’opra fai, serbando in vita Argia.
ARGIA
Creonte, deh ! seco mi lascia...
ANTIGONE
Ah ! fuggi,
Pria che in lui cessi la pietà.
CREONTE
Si tragga
Argia primiera al suo destino...
ARGIA
Ahi crudi 1
Svellermi voi?...
ANTIGONE
L’ ultimo amplesso dammi.
CREONTE
Stacchisi a forza ; si strappi, strascinisi:
Tosto, obbedite, io ’l voglio. Itene.
ARGIA
Oh cielo !
Non li vedrò più mai ?...
| ANTIGONE
Per sempre,... addio...
S€KM IV.
CREONTE, ANTIGONE, Guardie
CREONTE
Or per quest’ altra parte, al campo scendaCostei... Ma no. — Donde partissi, or tostoSi riconduca; entrate.— Odimi, Ipseo. (1) —
SCKVA V.
CREONTE
— Ogni pretesto cosi tolto io speroAi malcontenti. Io ben pensai ; cangiarmiNon dovea, che così;... tutto ad un tempoSalvo ho così. —Reo mormorar di plebeDa impazienza naturai di frenoNasce; ma spesso di pietà si ammanta.
Verace, o finta , è da temersi semprePietà di plebe ; or tanto più , che il figlioInstigator sen fa. — Vero è, pur troppo ! —
Per ingannar la sua mortai natura ,
Crede invano chi regna, o creder finge,
Che sovrumana sia di re la possa.
Sta nel voler di chi obbedisce; e in tronoTrema chi fa tremar. — Ma, esperta manoPrevenir non si lascia : un colpo atterraL’idol del volgo, e in un suo ardir, sua speme,E la indomabil non saputa forza.—
Ma qual fragor suona d’intorno ? Oh ! d’armeQual lampeggiar vegg’io? Che miro? EmoneD’armati cinto?... Incontro a me?—Ben venga;In tempo ei vien.
SCEBfA VI.
CREONTE, EMONE, Seguaci d’Emone
CREONTE
Figlio, che fai?
EMONE
Che figlio?
Padre non ho. D’ un re tiranno io vengoL’empie leggi a disfar: ma, per le stessoNon temer tu, eh’ io punilor non vengoDe'tuoi misfatti: a’Dei si aspetta: il brando,Per risparmiar nuovi delitti a Tebe,
Snudato in man mi sta.
CREONTE
Contro al tuo padre,...Contra il tuo re, tu in armi? — Il popol trarreA ribellar, certo , è novello il mezzoPer risparmiar delitti... Ahi cieco , ingratoFiglio!... mal grado tuo, pur caro al padre! —Ma di’: che cerchi ? innanzi tempo, scettro?
EMONE
Regna, prolunga i giorni tuoi; del tuoNulla vogP io; ma chieggo, e voglio , e torreSaprommi io ben con questi miei, con questoBraccio, ed a forza, il mio. Trar di tue maniAntigone, ed Argia...
CREONTE
Che parli ? — Oh folleArdire iniquo! osi impugnar la spada,
Perfido, e contra il genitor tu I’ osi,
Per scior dai lacci chi dai lacci è sciolto? —Libera già, su Forme prime, in ArgoArgia ritorna; in don la mando al padre:
E a ciò finor non mi movea, ben vedi,
Il terror del tuo brando.
EMONE
E qual destino
Ebbe Antigone?...
CREONTE
Anch’ella or or fu trattaDallo squallor del suo carcere orrendo.
EMONE
Ov’ è ? vederla voglio.
CREONTE
Altro non brami?
EMONE
Ciò sta in me solo: a che tei chieggo? In questaReggia ( benché non mia ) per brevi istantiPosso, e voglio, dar legge. Andiamo, o prodiGuerrieri, andiam ; d’empio poter si traggaRegai donzella, a chi luti’altro in TebeSi dee, che pena.
CREONTE
I tuoi guerrier son vani;
Basti a tanto tu solo: a te chi tiaCh’osi il passo vietare ? Entra, va, tranneChi vuoi; ti aspetto, io vilipeso padre,
9
CD Gli favella alcune parole all’orecchio.
AtFlERI