ATTO QUINTO
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Al già paterno seno. Infranto, nnllo,
Ecco, il mio orgoglio cade: in te di RomaLa maestà, le leggi adoro, e i Numi. —
Ma, del paterno affetto, in me tanti anniStato di vita parte, in un sol giornoPoss’io spogliarmi, in un istante?...
APPIO
Il cielo
Cessi, ch’io mai crudel mi mostri a segno,Che un si dovuto affetto a error ti ascriva.Tornato in te, parli or qual dei: qual deggio,Or ti rispondo. A lui la via, littori,
S’ apra.
VIRGINIO
Deh ! vieni al sen paterno , o figlia;Una volta mi è dolce ancor nomartiDi tal nome,... una volta. — Ultimo pegnoD’amor ricevi — liberta'de, e morte.
VIRGINIA
Oh... vero... padre!...
NDMITORIA
Oh ciel! figlia...
APPIO
Che festi?...
Littori, ah! tosto...
VIRGINIO
Agl’ infernali Dei
Con questo sangue il capo tuo consacro.
POPOLO
Oh spettacolo atroce ! Appio è tiranno...
VIRGINIO
Romani, all’ ira or vi movete? è tarda.
POPOLO
Appio è tiranno: muoia.
APPIO
II parricida
Muoia, e i ribelli.
VIRGINIO
Alla vendetta tempo,
Pria di morir, prodi, ne resta (1).
APPIO
Tempo (2)
A punir te, pria di morir, mi avanza.
VIRGINIO
Appio è tiranno; muoia (3).
POPOLO
Appio, Appio muoia (4).
(1) Virginio e il popolo in atto di assalire i littori e i satel-liti d’Appio. ,
(2) Àppio ed i suoi in alto di respingere il popolo e Virginio.
(3) Cade il sipario.
(4) S’ode gran tumulto, e strepito d’armi.