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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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ATTO QUINTO

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Al già paterno seno. Infranto, nnllo,

Ecco, il mio orgoglio cade: in te di RomaLa maestà, le leggi adoro, e i Numi. —

Ma, del paterno affetto, in me tanti anniStato di vita parte, in un sol giornoPoss’io spogliarmi, in un istante?...

APPIO

Il cielo

Cessi, ch’io mai crudel mi mostri a segno,Che un si dovuto affetto a error ti ascriva.Tornato in te, parli or qual dei: qual deggio,Or ti rispondo. A lui la via, littori,

S’ apra.

VIRGINIO

Deh ! vieni al sen paterno , o figlia;Una volta mi è dolce ancor nomartiDi tal nome,... una volta. — Ultimo pegnoD’amor ricevi — liberta'de, e morte.

VIRGINIA

Oh... vero... padre!...

NDMITORIA

Oh ciel! figlia...

APPIO

Che festi?...

Littori, ah! tosto...

VIRGINIO

Agl’ infernali Dei

Con questo sangue il capo tuo consacro.

POPOLO

Oh spettacolo atroce ! Appio è tiranno...

VIRGINIO

Romani, all’ ira or vi movete? è tarda.

POPOLO

Appio è tiranno: muoia.

APPIO

II parricida

Muoia, e i ribelli.

VIRGINIO

Alla vendetta tempo,

Pria di morir, prodi, ne resta (1).

APPIO

Tempo (2)

A punir te, pria di morir, mi avanza.

VIRGINIO

Appio è tiranno; muoia (3).

POPOLO

Appio, Appio muoia (4).

(1) Virginio e il popolo in atto di assalire i littori e i satel-liti d’Appio. ,

(2) Àppio ed i suoi in alto di respingere il popolo e Virginio.

(3) Cade il sipario.

(4) S’ode gran tumulto, e strepito d’armi.