ATTO TERZO
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CLITENNESTRA
Signor,... fra tuo tant’ altre cure...
10 non credea, eh’ ei loco...
AGAMENNONE
Egisto nulla
È per sè stesso, è ver ; ma nasce, il sai,
Di un sangue al mio fatale. Io già non credo,Che a nuocer venga ; ( e il potrebb’ ei ? ) ma pure,Nel festeggiarsi il mio ritorno in Argo,
Parmi l’aspetto suo non grata cosa:
Partir gli ho imposto, al nuovo giorno. — IntantoPura gioia qui regni. Al tempio vadoPer aver viepiù fausti, o sposa, i Numi.
Deh ! fa, che rieda a lampeggiarti in volto
11 tuo amabile riso. Erami pegnoUn di quel riso di beata pace;
Non son felice io mai, fìnch’ ei non riede.
SCENA. V.
ELETTRA, CLITENNESTRA
ELETTRA
Odi buon re, miglior consorte.
CLITENNESTRA
Ahi lassa !
Tradita io son: tu mi tradisti, Elettra.
Cosi tua fe mi serbi? Al re svelastiEgisto; ond’ei...
ELETTRA
Nè il pur nomai, tei giuro.
D’altronde il seppe. Ognun ricerca a garaDel re la grazia in modi mille: ognunoUlil vuol farsi al re: ben maravigliaPrender ti può, che noi sapesse ei pria.
CLITENNESTRA
Ma che gli appon? di che il sospetta? udistiI detti lor? perchè lo scaccia? ed egliChe rispondea? di me parlógli Atride?
ELETTRA
Rassicurati, madre; in cor d’Atride
Non v’ ha sospetto. Ei, che tradir tu il possa,
Noi pensa pur; noi dei tradir tu quindi.
Non di nemico con Egisto furoLe sue parole.
CLITENNESTRA
Ma pur d’Argo in bandoTosto ei lo vuole.
ELETTRA
Oh te felice 1 Tolta
Dall’ orlo sei del precipizio, innanziChe più t’innoltri.
CLITENNESTRA
Ei partirà!
ELETTRA
Sepolto
Al suo partir sarà l’arcano: interoIl cor per anco hai del consorte; ei nullaBrama quanto il tuo amore: il cor non gli hannoPieno finor di rio velen gl’ infamiRei delatori; intatto è il tutto ancora.
Guai, se costoro, al par che iniqui, vili,Veggiono alquanto vacillar tra voiL’amor, la pace, la fidanza: tostoGli narreranno... Ah madre! ah si, pietadeDi te, di noi, di quell’Egisto istessoMuovati, deh! —Fuor d’Argo, in salvo ei fiaDallo sdegno del re...
CLITENNESTRA
Se Egisto io perdo,
Che mi resta a temer?
ELETTRA
La infamia.
CLITENNESTRA
Oh cielo !...
Ornai mi lascia al mio terribil fato.
ELETTRA
Deh, no. Che speri? e che farai?...
CLITENNESTRA
Mi lascia,
Figlia innocente di colpevol madre.
Più non mi udrai nomarti Egisto mai:Contaminar non io ti vo’; non debbeA parte entrar de’ miei sospiri iniquiL’infelice mia figlia.
ELETTRA
Ah madre!...
CLITENNESTRA
Sola
Co’ pensier miei, colla funesta fiammaChe mi divora, lasciami. — L’impongo.
SCENA VI.
ELETTRA
Misera me!... Misera madre!... Oh qualeOrribiI nembo a noi tutti sovrasta !
Che fia, se voi noi disgombrate, o Numi?