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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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ORESTE

FEBseiusai

EGISTO

CLITENNESTRA

ELETTRA

ORESTE

PILADE

Soldati

Seguaci d’ Oreste e di pilade

Scena — La Reggia in Argo.

ATTO I* Il I HI O

SCENA I.

ELETTRA

Nolte! funesta, atroce, orribil notte,

Presente ognora al mio pensiero ! ogni anno,Oggi ha due lustri, ritornar ti veggio"Vestita d’atre tenebre di sangue;

Eppur quel sangue, che espiar ti debbe,

Finor non scorre. — Oh rimembranza! Oh vistaiAgamennon, misero padre ! in questeSoglie svenato io fi vedea; svenato;

E per qual mano ! — O notte, almen mi scorgiNon vista, al sacro avello. Ah! pur ch’Egislo,Pria che raggiorni, a disturbar non venga11 mio pianto che al cenere paternoMisera reco in annual tributo 1Tributo, il sol, ch’io dar per or ti possa,

Di pianto, o padre, e di non morta spemeDi possibil vendetta. Ah! sì: tei giuro:

Se in Argo io vivo, entro tua reggia, al fiancoD’iniqua madre, e d’ un Egisto io schiava,Nuli’ altro fammi ancor soffrir tal vita,

Che la speranza di vendetta. È lungi,

Ma vìvo, Oreste. Io ti salvai, fratello ;

■A- le mi serbo; infin che sorga il giorno,

Che tu, non pianto, ma sangue nemicoScorrer farai sulla paterna tomba.

SCENA II.

CLITENNESTRA, ELETTRA

CLITENNESTRA

Figlia.

ELETTRA

Qual voce? Oh ciel ! tu vieni?...

CLITENNESTRA

0 figlia,

Deh ! non sfuggirmi; io la sant’ opra lecoDivider voglio; invan lo vieta Egisto:

Ei noi saprà. Deh! vieni; andiam compagneAlla tomba.

ELETTRA

Di chi?

CLITENNESTRA

... Del... tuo... infelice...

Padre.

ELETTRA

Perchè non dir, del tuo consorte?

Non l’osi, e ben ti sta. Ma il piè vèr essoCome ardirai fu volgere ? tu lordaAncor del sangue suo?

CLITENNESTRA

Scorsi due lustri

Son da quel di fatale; il mio delittoDue lustri interi or piango