ATTO PRIMO
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Il passato all’ obblio ; fa che più lietiTeco io viva i miei di.
CLITENNESTRA
Regnar, non altro,
Volevi, Egisto; e regni. Or, qual ti prendeDi mie cure pensiero? Eterno è il duoloEntro il mio core; il sai.
EGISTO
Ben so qual fonte
Dolor perenne a te ministra; in vitaCostei volesti ad ogni costo ; e viva
10 la serbai, per tua sventura, e mia.
Ma questo aspetto d’insoffribil lutto
Vo’ torti ornai dagli occhi: ornai la reggiaVo’ serenar ; con lei sbandirne il pianto.
ELETTRA
Me caccia pur; fia reggia ognor di piantoQuella, ove stai. Qual risuonar può voceAltra, che il pianto, ove un Egisto ha regno?Ma, viva gioia di Tieste al figlioFia, il veder lagrimar figli d’Atreo.
CLITENNESTRA
O figlia,... ei m’è consorte. — Egisto, ah 1 pensa,Ch’ ella m’è figlia...
EGISTO
Ella? d’Atride è figlia.
ELETTRA
Costui? d’Atride è l’uccisore.
CLITENNESTRA
Elettra!...
Egisto, abbi pietà... La tomba... vedi,
La orribil tomba,... e non sei pago?
EGISTO
O donna,
Men da te stessa ornai discorda. Atride,
Di, per qual mano in quella tomba giace?
CLITENNESTRA
Oh rampogna mortai ! Ch’ altro più mancaAlla infelice misera mia vita?
Chi mi vi ha spinto, or mi rimorde il fallo.
ELETTRA
Oh nuova gioia ! oh sola gioia, ond’ io
11 cor beassi, or ben'due lustri! EntrambiVi veggio all’ ira ed ai rimorsi in preda.
Di sanguinoso amore alfìn pur odo,
Quali esser denno, le dolcezze: alfineOgni prestigio è tolto; appien 1’ un 1’ altroConosce ornai. Possa lo sprezzo trarvi
A11’ odio ; e 1’ odio a nuovo sangue.
CLITENNESTRA
Oh fero,
Ma meritato augurio ! oh ciel!... Deh !... figlia...
EGISTO
Sol da te nasce ogni discordia nostra.
Ben può una madre perder cotal figlia,
Nè dirsi orba per ciò. Potrei ritortiQuant’ io mal diedi a’ preghi suoi ; ma i doniIo ripigliar non soglio : il non vederti,
Basta alla pace nostra. Oggi n’ andraiHel più negletto de’ miei servi sposa;
Alfieri
Lungi con lui ne andrai : fra lo squalloreD’infame povertà, dote gli arrecaLe tue lagrime eterne.
ELETTRA
Egisto, parli
Tu d’altra infamia mai, che di te stesso?Qual mai tuo servo fia di te più vile?
Più scellerato, quale?
EGISTO
Esci.
ELETTRA
Serbata
Mi hai viva, il so, per maggior pena darmi:Ma, sia che vuol ; questa mia man, che il cieloForse destina ad alta impresa...
EGISTO
Tel ridico.
Or esci;
CLITENNESTRA
Per or, deh!... taci,... o figlia:...Esci, ten prego:... io poscia...
ELETTRA
Da voi lungi,
Pena non è, che il veder voi pareggi.
SCENA IV. - .
EGISTO, CLITENNESTRA
CLITENNESTRA
Rampogne udir per ogni parte atroci ,
E meritarle !... Oh vita! a te qual morteFu pari mai?
EGISTO
Già tei diss’ io : di paceAura spirar, finché costei dintornoCi sta, noi potrem noi: ch’ella s’uccida,Gran tempo è già, ragion di stato il vuole,
E il mio riposo e il tuo : dannata a un tempoÈ dal suo stolto orgoglio : ma il tuo piantoVuol ch’io l’assolva. Al suo partir tu dunqueCessa di opporti: io ’l voglio, e indarno affattoVi ti opporresti.
CLITENNESTRA
Ah! tei diss’io più volte:
Qual che d’Elettra il destin sia, mai pace,Mai non sarà con noi: tu fra ’l sospetto,
Io fra’ rimorsi, e in rio timore entrambi,Trarrem noi sempre incerta orrida vita.
Altra sperar ne lice ?
EGISTO
Addietro il guardo
Non volgo; io penso all’avvenir: non possoEsser felice io mai, finché d’ AtrideSeme rimane: Oreste vive; in luiL’odio per noi cresce cogli anni; ei viveDel feroce desio d’alta vendetta.
CLITENNESTRA
Misero! ei vive; ma lontano, ignoto,
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