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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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ATTO SECONDO

ELETTRA

Eppure un colai mistoRibrezzo in cor tu proverai, che a forzaPianger faratti, e rimembrar che è madre.

Ella è mite per me; ma Egisto vile,

Che a’ preghi suoi sol mi serbò la vita,

Quanto più può mi opprime. Il don suo crudoIo pur soffrii, per aspettare il giorno,

Che il ferro lordo del paterno sangueRendessi a te. Questa mia destra armarnePiù volte io volli, abbenchè donna: alfineTu giungi, Oreste; e assai tu giungi in tempo;Ch’oggi Egisto, per torre a sè il mio aspetto,Mi vuol d’ un de’ suoi schiavi a forza sposa.

ORESTE

Non invitato, all’empie nozze io vengo:Vittima avran non aspettata i Numi.

ELETTRA

Si oppon, ma invano, Clilenneslra.

ORESTE

In lei,

Dimmi, fidar nulla potremmo?

ELETTRA

Ah! nulla.

Benché fra’l vizio e la virtude ondeggi,

Si attiene al vizio ognora. Egisto al fiancoPiù non le stando... allor... forse... Fa d’ uopo

Vederla poi. Meco ella piange, è vero;

Ma, col tiranno sta. Sua vista sfuggi,Finché non torni Egisto.

PILADE

E dove i passi

Portò quel vile?

ELETTRA

Empio, ei festeggia il giornoDella morte d’ Atride.

ORESTE

Oh rabbia !

ELETTRA

I Numi

Ora oltraggiando ei sta. Di qui non lunge,Sulla via di Micene, al re dell’ ombreVittime impure, e infami voti ei porge,

Nè a lungo andar può molto il rieder suo. —Ma noi qui assai parlammo: io nella reggiaRientrerò non vista: ad aspettarloStatevi là dell’ atrio fuor del tutto.

Pilade, affido a te il fratello. Oreste,

Se m’ami, oggi il vedrò : per l’amor nostro,Per la memoria dell’ ucciso padre,

L’amico ascolta, il tuo bollor raffrena:

Chè la vendetta sospirala tantoCader può a vuoto, per volerla troppo.

ATTO TERZO

SCHIVA 1.

CL1TENNESTRA, ELETTRA

CLITENNESTRA

Lasciami, Elettra; alle tue stanze riedi...

Ir voglio, si, d’Egisto in traccia...

ELETTRA

Oh madre !

Già ti martira il non tornar d’Egisto?

Or temi tu che all’ are innanzi l’abbiaIncenerilo il fulmine del cielo?

Noi temer, no ; chè il ciel finora arrideAgli empj qui.

CLITENNESTRA

Taci d’Egisto...

ELETTRA

È vero;

Il sol nomarlo ad ogni lingua è macchia.Ohi sei tu quella, che volea pur dianziPorger meco di furto al sacro avelloLagrime e voli?

CLITENNESTRA

Cessa; andarne io voglio...

ELETTRA

Ad incontrar colui, che dal tuo stessoLabbro più volte udia nomar slromentoD’ ogni tuo danno?

CLITENNESTRA

È ver: con lui felice

Non sono io mai; ma nè senz’esso il sono.Lasciami.

ELETTRA

Almen,.. soffri...

CLITENNESTRA

Che più?