119
ATTO SECONDO
ELETTRA
Eppure un colai mistoRibrezzo in cor tu proverai, che a forzaPianger faratti, e rimembrar che è madre.
Ella è mite per me; ma Egisto vile,
Che a’ preghi suoi sol mi serbò la vita,
Quanto più può mi opprime. Il don suo crudoIo pur soffrii, per aspettare il giorno,
Che il ferro lordo del paterno sangueRendessi a te. Questa mia destra armarnePiù volte io volli, abbenchè donna: alfineTu giungi, Oreste; e assai tu giungi in tempo;Ch’oggi Egisto, per torre a sè il mio aspetto,Mi vuol d’ un de’ suoi schiavi a forza sposa.
ORESTE
Non invitato, all’empie nozze io vengo:Vittima avran non aspettata i Numi.
ELETTRA
Si oppon, ma invano, Clilenneslra.
ORESTE
In lei,
Dimmi, fidar nulla potremmo?
ELETTRA
Ah! nulla.
Benché fra’l vizio e la virtude ondeggi,
Si attiene al vizio ognora. Egisto al fiancoPiù non le stando... allor... forse... Fa d’ uopo
Vederla poi. Meco ella piange, è vero;
Ma, col tiranno sta. Sua vista sfuggi,Finché non torni Egisto.
PILADE
E dove i passi
Portò quel vile?
ELETTRA
Empio, ei festeggia il giornoDella morte d’ Atride.
ORESTE
Oh rabbia !
ELETTRA
I Numi
Ora oltraggiando ei sta. Di qui non lunge,Sulla via di Micene, al re dell’ ombreVittime impure, e infami voti ei porge,
Nè a lungo andar può molto il rieder suo. —Ma noi qui assai parlammo: io nella reggiaRientrerò non vista: ad aspettarloStatevi là dell’ atrio fuor del tutto.
Pilade, affido a te il fratello. Oreste,
Se m’ami, oggi il vedrò : per l’amor nostro,Per la memoria dell’ ucciso padre,
L’amico ascolta, il tuo bollor raffrena:
Chè la vendetta sospirala tantoCader può a vuoto, per volerla troppo.
ATTO TERZO
SCHIVA 1.
CL1TENNESTRA, ELETTRA
CLITENNESTRA
Lasciami, Elettra; alle tue stanze riedi...
Ir voglio, si, d’Egisto in traccia...
ELETTRA
Oh madre !
Già ti martira il non tornar d’Egisto?
Or temi tu che all’ are innanzi l’abbiaIncenerilo il fulmine del cielo?
Noi temer, no ; chè il ciel finora arrideAgli empj qui.
CLITENNESTRA
Taci d’Egisto...
ELETTRA
È vero;
Il sol nomarlo ad ogni lingua è macchia.Ohi sei tu quella, che volea pur dianziPorger meco di furto al sacro avelloLagrime e voli?
CLITENNESTRA
Cessa; andarne io voglio...
ELETTRA
Ad incontrar colui, che dal tuo stessoLabbro più volte udia nomar slromentoD’ ogni tuo danno?
CLITENNESTRA
È ver: con lui felice
Non sono io mai; ma nè senz’esso il sono.Lasciami.
ELETTRA
Almen,.. soffri...
CLITENNESTRA
Che più?