ATTO SECONDO
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Pietoso a te? ch’osi tu dir? Non senteDi te pietà: mal ti lusinghi...
ILDOVALDO
Io, quanta
Sentir sen può, tutta la sento; e il dico;
E il mostrerò, se mi vi sforzi. Un taleStrazio chi può d’ una regai donzellaMirar, chi’l può, senza pietà sentirne?...
ROSMUNDA
Pietade ogni uom, tranne Almachilde , n’ abbia.
ILDOVALDO
Se ancor memoria dei recenti allori,
Ch’oggi a te miete il brando mio, tu serbi,
Il mio consiglio udrai. Danno tornartiPuò, se Romilda oltraggi.
ALMACHILDE
E assai gran danno.
ILDOVALDO
Saggia sei, se noi fai...
ROSMUNDA
Saggia è Romilda;
E a mia voglia farà. Tu, i tuoi consigliSerba ad altrui. Già i tuoi servigj vanti ?
Che festi? il dover tuo. — Ma tu, consorte ,
Da me dissenti? e dirmel osi? e deggioOra innanzi a costei discuter tecoL’alte ragion di stato? Andiam; deh, vieni:Lasciale or breve a ravvedersi il tempo :
Miglior consiglio il suo timor daralle.
Lasciala ornai. —Romilda, udisti? o all’albaMuovi buon grado il piede; e orrevol scortaAl fianco avrai, cui fia Ragauso duce;
0 l’andar nieghi, e strascinarti ei debbe.
SCEMA IV.
ILDOVALDO, ROMILDA
ILDOVALDO
Strascinarla?... Che sento ! Ah ! pria svenarmi...Romilda, oh cieli che a perder l’ abbia?...
ROMILDA
Ahi niuna
Speme, dal di che mi fu morto il padre,
E eh’ io mi vidi a tal madrigna in mano,Niun’altra speme entro il mio petto accolsi,
Se non di morte.
ILDOVALDO
Ma, finch’io respiro...
ROMILDA
Credi, nuli’altro a me rimane. Io sonoPresta a morir, più che noi pensi : in coreDi vederti una volta ancor bramava ;
Darti d’amor l’estremo addio...
ILDOVALDO
Deh ! taci.
Amata m’ami, e di morir mi parli,
Finch’ io 1’ aure respiro , e il brando cingo?Colma ho ben 1’ alma di dolor; ma nulla
Ancor dispero.
ROMILDA
E donde mai salvezzaPuò a me venirne?
ILDOVALDO
E non son io da tanto,
Che di man di costor trarli ?...
ROMILDA
Si, il puoi:
Ma che fia poscia? Essi hanno regno; e quindiStromenti assai d’iniquità: feroce,
Ma accorta è l’ira di Rosmunda a un tempo.Deluder puossi?... E se in sua man ricaggio?...Non lusingarti ornai: mia fe’ non posso,
Se non morendo, a te serbare : il tuoBrando, il valor, la vita tua riserbaA ferir colpi, onde si acquetin 1’ ombre,
Del mio padre ,... e la mia. Vivi; ti lascioA vendicare un re tradito, un padre,
E la tua fida amante.
ILDOVALDO
Oh ciel ! che ascolto ?
Il cor mi squarci. Ahi... se tu mai mi lasci...Certo, a vendetta, ed a nuli’altro io resto.
Ma pure io spero che vedrai compiutaCogli occhi tuoi, tu stessa, la vendettaDel mio re, del tuo padre. È ver, non vantoRegai possanza; ma il terror può moltoQui del mio nome : in cor del prode io regno,E il vii non curo. Io militai già sottoLe insegne d’Alboin; molti ho de’mieiNel campo in armi ; e i Longobardi tuttiIn battaglia m’han visto. Ogni uom sospiraD’Alboin la memoria , e tu pur sempreNe sei l’unica figlia. — E s’ anco nullaDi ciò pur fosse; infra costor, che a fartiSi apprestan forza, hawene un sol, mel noma,Ch’ arda in suo cor di cosi nobil fiamma,
Che a me il pareggi ? Quanto il può madrigna,Ti abborra pur Rosmunda, assai più t’ amo,
10 che solo a un tuo cenno a morte corro ;
A riceverla, o darla.
ROMILDA
Oh senza pari
Raro amator !... Ma, ancor che immenso, è poco
11 tuo amore a combatter l’efferatoOdio di lei...
ILDOVALDO
Non creder eh’ io m’acciechi :
Di ragion salde io m’ avvaloro. AggiungiCh’ anco Almachilde all’ empie nozze opporsi,Come l’udisti, ardisce.
ROMILDA
E in lui che speri ?
ILDOVALDO
Dove costretto di abbassarmi all’ arteFoss’io pur, per salvarti, in lui non pocoSpero. Ben veggo , che la ria consorteGià rincresciuta gli è. Capace ancoraEi mi par di rimorsi ; il timor solo