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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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ATTO

NERONE

Donde il velen?... Tu menti.

T1GELLINO

Creder noi dei; severa guardia...

SENECA

E pnossi

Deluder guardia; e il fu la tua. Gli DeiScampo ai giusti non niegano.

OTTAVIA

Mi uccide

Il tosco in breve; e tu il vedrai: pietosoEcco chi ’l diede; anzi, a dir ver, gliel tolsi.Caro ei l’avrà, se nel punisci; io quindiNoi celo. Mira; in questa gemma stavaLa mia salvezza. Di tua fede in pegno,

11 dì delle mortali nozze nostre,

Tal gemma tu darmi dovevi...

NERONE

Il veggio,

L’ultima è questa, e la più orribil trama,

Per far che Roma mi abborrisca. Iniquo,

Tu l’ordisti; ma or ora...

POPPEA

Alla tua penaTi sottraesti, Ottavia; invan sottrartiSperi all’infamia.

OTTAVIA

A te rispondo io forse? —Tu, Nerone, i miei detti ultimi ascolta.Credimi, or giungo al fatai punto, in cuiCessa il timor, nè il simular più giova,

Ov’io pur mai fatto Pavessi... Io moro:

E non mi uccide Seneca:... tu solo,

Tu mi uccidi, o Neron: benché non datoDa te, il velen che mi consuma, è tuo.

Ma il veleno a delitto io non t’ascrivo.

QUINTO 175

Ciò far tu pria dovevi ; da quel punto,

In cui l’increbbi : eri men crudo assaiNell’uccidermi allor, che in darti a donna,

Che amarti mai, volendo, noi sapria.

Ma, ti perdono io tutto; a me perdona,

( Sol mio delitto ) se il piacer ti tolgo,

Coll’affrettare il mio morir poch’ore,

D’una intera vendetta. Io ben poleaTutto, o Neron, tranne il mio onor, donarti;Per te soffrir, tranne l’infamia, tutto...

Niun danno a te fia per tornarne, io spero,...Dal... mio... morire. Il trono è tuo: tu il godi:Abbiti pace... Intorno al sanguinosoTuo letto... io giuro... di non mai... venirneOmbra dolente... a disturbar.., tuoi... sonni...Conoscerai frattanto un di costei. —

NERONE

Più la conosco, più l’amo; e più sempreDi amarla io giuro.

SENECA

In cor l’ultimo stileQuesti detti le piantano: ella spira.-.

POPPEA

Vieni; lasciam questa funesta stanza.

NERONE

Andiamo: e sappia or Roma tutta, e il campo,Ch’ io costei non uccisi: e in un pur s’odaIl delitto di Seneca, e la morte.

SCHIVA. VI.

SENECA

Te preverrò. — Ma l’altre età sapranno,Scevre di tema e di lusinga, il vero.