TIMOLEONE
PBHSOn A® ©I
TIMOLEONE
TIMOFANE
DEMARISTA
ECHILO
Soldati di Timofane
Scena — La casa di Timofane in Corinto.
ATTO PBIIHO
SCENA I.
TIMOFANE, ECHILO
TIMOFANE
Ecliilo, no; se al fianco mio la spadaTinta di sangue vedi, a usar la forzaNon sono io tratto da superbe voglie:
Ma il ben di tutti a ciò mi spinge, e il lustroDi Corinto, che in me sua possa affida.
ECHILO
Sa il ciel, s’io t’amo! Dai primi anni nostriStretti s’eran fra noi tenaci nodiD’amislade, a cui poscia altri più santiNe aggiungevano, di sangue. A me non sorsePiù lieto di, che quello ov’io ti diediL’unica amata mia germana in sposa.
Oltre all’ amor, di maraviglia fortePreso m’hai poi, quando inaudite proveDel tuo valor contro Pleone ed ArgoMirai, pugnando al fianco tuo. — Non puoi,Nè dei tu star privatamente oscuro:
Ma, di Corinto le più illustri testeVeggio da te troncarsi; e orribil taccia-Tu riportarne di tiranno. Io taleNon ti estimo finor; ma immensa dogliaIn udir ciò mi accora.
TIMOFANE
E duol men grave
Forse, in ciò far, ine non accora? eppure,
Se a raffermar nella città la pace,
Forza è tai mezzi usar, ch’altro poss’io?
Gli stessi miei concittadini han fermo,
Che pendessero ognor dal sol mio cennoBen quattro cento brandi. Alcune io mietoIllustri, è ver, ma scellerate teste;
Teste, che a giusta pubblica vendettaEran dovute già: del lor rio semeGente assai resta, che gran tempo avvezzaA vender sè, la sua città, i suoi voti,
Va di me mormorando. Ostacol troppoA lor pratiche infide è il poter mio;
Quindi ogni astio, ogni grido, ogni querela.
ECIIILO
Confusion, discordia, amor di parte,
E prepotenza di ottimati, or quasiA fin ci han tratti, è vero. Ornai qual formaDi reggimento a noi più giovi, io forseMal dir saprei: ma dico, e il dicon tutti,Che mai soffrir, mai non vogliam tal forma,Che non sia liberissima. I tuoi mezziA raffermar la interna pace, assaiPiù grati avrei, se men coslasser sangue.
TIMOFANE
Per risparmiarne, anco (alor sen versa.
Da infetto corpo le già guaste membraS’io non recido, rinsanir pon l’allre?
De’più corrotti magistrati ho sgombraGià in parte la città: tempo è, che al fonteDi tanto mal si vada, e con più sennoA repubblica inferma or si.soccorraD’ottime leggi. Se tiranno è dettoChi le leggi rinnova , io son tiranno;