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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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ATTO QUARTO

SCENA II.

DEMARISTA, TIMOFANE

TIMOFANE

Timoleon mi sfugge?

DEMARISTA

Ah figlio!...

TIMOFANE

E (anlo

Ei ti turbò? Tu noi cangiasti dunque?

DEMARISTA

Oh cielo! al cor suoi detti m’ eran morte...Trema; un sol di, questo sol di, ti avanza...

TIMOFANE

Ch’ io tremi? è tardi ; or eh’ io l’impresa ho trailaA fine ornai.

DEMARISTA

Quanto t’inganni!... Ah! forse,

Senza il fratello tuo, più non saresti...

TIMOFANE

Mi hai tu si a vii, che quanl’ io nego ai preghi,Speri ottenere or dal terrore? Io parloPiù aperto eh’ egli, assai: non lieve provaTi sia il mio dir, che nulla io temo. — Tutte

50 le lor trame ; io so che all’ arte indarno

51 appiglian or, nemici imbelli. Anch’ essiHanno i lor traditori: invan rispostaAspetlan da Micene: invan corrottoHanno alcuni de’ miei : m’ è noto il lutto :

Lor passi, opre, pensier, so tutto appieno.

A lor non credo io soggiacer; ma, dove

Ciò accada pur, mai non mi arretro io, mai.Men biasmo a loro era il mostrarmi apertaRabbia: ma volto hanno alla fraude il core?Della lor fraude vittime cadranno.

DEMARISTA

OimèL. sei tu si snaturato forse,

Che il fratei tuo?... Crudele!...

TIMOFANE

Ei mi dà taccia

Di tiranno; ma pur, figlio, e fratello,

Più eh’ ei non è, son io. Madre, tuttoraDarei mia vita, per salvar la sua:

Se lui da gli altri miei nemici io scemo,

Pensar puoi quindi. Echilo ed egli, or soliSalvi ne andranno dalla intera strage,

Che sta per farsi...

DEMARISTA

Oh cieli di nuove stragiParli tu ancora? Oimè! che fai? T’arresta;

Io tei comando. Ah, che in tuo danno io troppoTacqui finora! il condiscender molleRea pur mi fa; meco a ragion si accendeTimoleon di giusto sdegno...

TIMOFANE

È fisso

Irrevocabilmente il mio destino:

O regno, o morte. — Invan ti adiri; invanoPreghi, piangi, minacci. Usci il comandoAlfieri

Di morte già; pel sol fratello io slommi,Tremante ornai; chè il militar furoreMal può frenarsi. A te, d’entrambi madre,

Si aspetta il far eh’ ogni consesso ei sfugga.Deh! tutto in opra poni, perch’ei vengaA ricovrar fra noi. Da lui non seppi

10 le sue trame: a lui le mie tu narra,

Sol quanto è d’ uopo a porlo in salvo. Io tremo,Ch’ ei non si ostini a voler irne al locoConvenuto con Echilo: securiSaran qui solo appieno...

DEMARISTA

E s’ anco io valgo

A trarlo qui, misera me ! quand’ egliLa strage udrà,., forse,... oh terribil giorno !...Ei di vendetta allora...

TIMOFANE

Ei può cangiarsi,

Quando vedrà eh’ io risparmiar lo volli ;

Ma svenarmi aDco puote: e il faccia; ei solo

11 può; questa mia vita ei si ripigli,

Poiché a me la salvava: — ma il mio regno,Ch’ io m’acquistai, rilormi? nè il può il cieloS’arso ei non hammi e incenerito pria.

SCENA III.

ECHILO, DEMARISTA, TIMOFANE

ECHILO

Non ti stupir, se ancor mi vedi: il voltoDi generosa nimistade or vedi:

E il primo strai eh’ io ti saetto, è il dirtiLiberamente, che a momenti piombaUn mortai colpo entro al tuo seno.

DEMARISTA

Ah! figlio,

Io non ti lascio... Al fianco tuo...Ti arrendi?...Deh ! crediaquest’uomprode...Oh ciel L.chefai?..

TIMOFANE

Tutto ho d’acciar contra ogni strale il petto.Intrepido vi attendo.

ECHILO

— Odimi : teco

Non fui più schietto io mai: di cor ti parlo;

Nè, per esserti avverso, ho il cor cangiato,

Se non in meglio: ascoltami. —Per quantoSii valente, non sei pur altro eh’ uno;

Mal ti affidi, se in altri: in mille formeCinto di morte stai: di quante spadeTi vedi intorno in tua difesa ignude,

Ciascuna è quella, che repente puossiAl tuo petto ritorcere. Deh ! credi,

A me sol credi. 0 cangia, o uccidi, o trema.

TIMOFANE

Al mio destin lasciatemi. TrascorsoNon fia ’l di, che voi tanto a me tremendoIte annunziando, che convinti avrovviIo meglio assai : nè a voi discaro fia

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