Buch 
Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
Entstehung
JPEG-Download
 

MEROPE

FEF.SC1TAS&X

POLIFONIEMEROPEEG1STO

POLIDORO

Soldati

Popolo

Scena — La Reggia in Messene.

ATTO I* Il imo

SCENA I.

MEROPE

Merope, a che pur vivi? Ornai più forseTn non sei madre. — A che tre lustri in piantoHo in questa reggia di dolor trascorsi?

Suddita a che d’un Polifonte infame,

Dove sovr’esso io già regnai? d’un mostro,

Che il mio consorte, e due miei figli (oh vista! )Mi trucidò su gli occhi... Uno men resta,

Di sventurate nozze ultimo pegno ;

Quel ch’io serbava alla vendetta, e al trono:Sola speranza mia; sola cagioneDel mio vivere... O figlio, a che mi valseL’ averti a stento dal crudel macelloSottratto io stessa?... Ahi giovinetto incauto!...Ecco or ben 1’ anno, che il segreto asiloCh’ei certo aveva a Polidoro appresso,Abbandonò... Quell’infelice vecchio,

Che quasi padre gli è, d’Elide muoveGià da sei lune, e tutta Grecia scorreDi lui cercando: e più di lui non odo,

Nè del figliuolo: oh dubbio orrendo!... Io deggioPer più martire, in me tener racchiusaSi fera doglia... Uno, in Messene intera,

Non ho che meco pianga: in su la tombaDel mio Cresfonte ritornar pur sempreA lagrimar degg’io... Se non li sieguo,

Deh ! perdona, o consorte: al comun figlio

Vissi finor; s’ ei più non è... Ma, viene...Chi?... Polifonte 1 Sfuggasi.

SCENA II.

POLIFONIE, MEROPE

POLIFONTE

T’arresta.

Perchè sfuggirmi? Io gravi cose a dirti...

MEROPE

Io niuna udirne da te voglio...

POLIFONIE

0 donna,

Dunque nè tempo, nè ragion, nè modi,

Nè preghi miei, nulla bastar può dunque,

A raddolcir l’ira tua acerba? Il feroTuo duol, eh’ io tender quasi a fin vedea,Dimmi perchè da ben un anno or forza, Vie più racquista; e te di te nemicaCotanto fa? Tu mi abborrisci; e il vuole,

Più che il mio fallo, il mio destin, pur troppo.Tel giuro, io volli al tuo consorte il seggio,Non mai la vita, torre : ma la fogaCome affienar de’ vincitor soldati ?

Ebri di sangue, i miei guerrier fin dentroA questa reggia il perseguian; nè trarloIo di lor man vivo potea. NemicoGli fui, ma a dritto. Io pur del nobil sangueDegli Eraclidi nato, a lui Io scettroAbbandonar non ben poiea, soltanto