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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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MEROPE

Perchè l’urna gliel dava. — Ma, di madre,

E di consorte il giusto duol non odeRagion, nè drilli, ancor che veri. — Io bramoSo! di saper, donde il tuo antico sdegnoEsca novella or tragge. Ognor più forseIn raddolcir tua sorle io non m’ adopro?

Qual si può far d’ error guerriero ammenda,Ch’ io tutto di teco non faccia?

MEROPE

Or, vuoi

Ch’io grazie a le renda pur anco espresse,

Del non m’aver tu tolto altro che il regno,

E il mio consorte, e i figli?...

POLIFONIE

I figli? In vita

Uno ten resta...

MEROPE

Ella è menzogna. Oh fossePur ver cosi!.. Tutto perdei: trafitto

10 ’l vidi pur quell’innocente... Ahi crudo!

Godi tu forse il lagrimevol caso

Udir membrar da me? L’ orrenda notte,

Che i satelliti tuoi scorreano in armiPer questa reggia, ove tutto era sangueE grida, e fiamme, e minacciar; col padreI figli tutti, e i più valenti amici,

Tutti sossopra non andaro a un tempo?

Barbaro ; e tu sol per pigliarmi a scherno,

11 pargoletto mio fanciul, che spentoPria col pugnai fu con tanti altri, e predaPoscia alle fiamme andonne, in vita salvoDa me il dicesti? Oh cor feroce, duoltiDi non avere i tuoi spietati sguardiPasciuti pur del lagrimoso aspetto

Del picciol corpo esangue? Assai ben gli altriCogli occhi tuoi vedesti; con l’iniquaTua man palpasti.. Ahi scellerato!...

POLIFONIE

Donna,

S’io ’1 credo in vita, è che il vorrei. Quel primoBollor, che seco la vittoria tragge,

Queto era appena, in cor m’increbber moltoQuegli uccisi fanciulli ; ai quali io , privoDi consorte e di prole, avrei col tempoNon men che re, potuto aneli’esser padre.

Ben lo vedi tu stessa; a mia vecchiezzaQuale ho sostegno ornai ? che giova un regno,A chi erede non ha?... Pur, poiché il figlioSpento tu assevri, e il credo;... almen ti posso,Se il figlio no, render consorte, e trono...

MEROPE

Che ascolto! Di chi parli?

POLIFONIE

Di me parlo.

MEROPE

Oh nuovo, inaspettato, orrido oltraggio!L’insanguinata destra ad orba madreArdisci offrir, tu vii, che orbata l’hai?Del tuo signore al talamo lo sguardoInnalzar tu, che lo svenasti? Il ferro,

Quel ferro istesso appresentar mi dei;

Noi temo, il reca... Ma, crudel, tu stimiMaggior supplizio a me il tuo tristo aspetto:Quindi ad ogni ora innanzi a me ti veggio;Quindi, a mi accrescer doglia, osi spiegarmiTai sensi rei.

POLIFONIE

Sfogo di madre afflitta,

Ben giusto egli è. Meco il tuo sdegno appienoEsala or tu. — Ma, che vuoi dirmi? eternoÈ in te il dolore? alla ragion più locoNon dai?—-Dimmi: e non vivi? Or già tre lustriIn pianto vivi, ed in mortale angoscia; —

Pur la sopporti. Ogni più cara cosaTi è tolta, dici; e nulla al mondo temi,

Nulla ami, nulla speri: — e in vita resti?Dunque, in dar tregua a’tuoi sospiri , ancoraSenti che un di per te risorger nuovaLetizia può ; dunque cacciata in bandoNon hai per anco ogni speranza.

MEROPE

Io?... Nulla...

POLIFONIE

Si, donna, tu: ben fra te stessa pensa;...Vedrai, che forse il riavere...il... regno,

Men trista vita a te potria...

MEROPE

Ben veggo ;

Padre non fosti mai: tutto tirannoTu sei, nè vedi altro che regno. I figli,

E il mio consorte oltre ogni trono amai;

E abborro te...

POLIFONIE

Deh ! Merope , mi ascolta. —Sceglier compagna al mio destino io debbo.Queta ogni cosa, ornai Messenia tuttaMi obbedisce: ma so, che in cor di moltiViva memoria è di Cresfonte: il volgoSempre il signor, che più non ha, vorria.

Forse anco giusto, mansueto, umanoNel breve regno ei si mostrò...

MEROPE

Tal era :

Non s’infinse ei, com’ altri.

POLIFONIE

Ed io, vo’ teco

Scendere all’arte forse? e, ciò che maiNon crederesti, irti or dicendo, ch’ioPer te d’amor mi strugga?—Odimi. SperoOr col mio dire esserti grato io, quantoUom, che a te costa si gran pianto, il possa. —'Cessò il periglio, e le crudeli voglieCessar con esso: ecco il mio stato. Il tuo,

È mesta vita, inutil pianto, oscuraSorte: gli amici, se pur n’hai, si stannoLungi, o il terror qui muti appien li tiene.Tutto è per te qui forza; a ciò, più ch’altri,

Mi hai tu costretto: ma d’un sol tuo mottoTutto cangiar tu puoi. Parriami oltraggioInutil, crudo, e, s’anco il vuoi, fatale