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MEROPE
AXX « «IlHI»
SCENA I.
EGISTO
Imposto ha il re, ch’io qui l’attenda? È fermoDunque il destino mio: qual eh’ egli sia,Intrepido lo aspetto. Emmi sollievoSolo, il saper eh’ io non son reo. Ma, sempre(Se il viver pur mi vien concesso) amaroA ogni modo ei sarammi: ognor sugli occhiQuell’ ucciso mi sta. — S’io in core accolgoDolce lusinga di perdono, il cieloSa perchè ornai 1’ accolgo. 0 amalo padre,
Per te soltanto viver bramo ancora,
Per rivederti! per tornarli a paceCh’ io ti tolsi; per chiuderli gli antichiOcchi morenti: chè ai tuoi giorni estremiTi avvicini pur troppo!... Ahi figlio ingrato!Forse affrettasti il suo morir tu stesso!...
SCENA II.
POLIDORO, EGISTO
POLIDORO
Par che Merope alquanto or si racqueti,Aspettando il tiranno : a quella tombaFrattanto andrò...
EGISTO
Qual voce!...
POLIDORO
Ivi i miei voli...
EGISTO
Oh ciel! fia ver? Quel vecchio...
POLIDORO
Versare il pianto...
Ivi mi giova
EGISTO
Ah! non m’inganno; è il biancoSuo crin; suoi passi; i panni suoi... Deh, volgiVèr me, buon vecchio...
POLIDORO
Oh ! chi mi chiama?
EGISTO
Ah padre!...
POLIDORO
Che veggio? Oh ciel! tu qui? tu vivo? Ahi doveTi trovo io mai! deh! ti nascondi. Io tremo...Misero te!... Perduto sei.
EGISTO
Deh! lascia,
Ch’ io mille volte pria li stringa al seno.
Padre, al certo per me portasti il piedeEntro Messene, ov’ hai nemici tanti;
Osi per me porti a tal rischio... Oh cielo!
Un figlio empio son io ; tanto non merlo:Troppo in lasciarti errai.
POLIDORO
...Per lo gran pianto...Parlar...quasi...non posso...Oimè! l’ascondi...Fuggi... Tu sei...—Grave periglio è il tuo...
Come in Messene, in questa reggia?...
EGISTO
O padre,
Tu in mal punto mi trovi: entro la reggiaSto custodito... Ahi ! che mi scoppia il core,Padre, in doverti confessar, ch’io forseAlla condanna di supplizio infame,
Come omicida, assai sto presso. AndronneFors’anco assolto, chè innocente a un tempo,Benché omicida, io sono...Oimè! qual figlioIn me ritrovi!
POLIDORO
Oh inaspettato evento !
Tu forse ucciso hai lo stranier, che in riva?...
EGISTO
L’uccisi io, si; ma in mia difesa, il giuro.
POLIDORO
Oh fatai sorte!... Oh mie cure paterne!...
Deh, dimmi:... osserva, se nessun qui ci ode.
EGISTO
Per quanto io miri, alma non veggo: il passo,Onde là s’esce della reggia, è ingombroDi guardie; ma son lungi; udir non ponno.—Ma, e che vuoi dirmi, ch’io noi sappia, o padre?Ecco, ai piè mi t’atterro: ah! già pria d’ora,Pentito in core e ripentito, io piansiD’averti dato si mortale angoscia.
Tutto già so: che non mert’io? Si dolcePadre amoroso abbandonare!...Ah! s’ioTeeo un di torno a riveder miei Lari,
Mai più, mai più, nè d’un sol passo, io vogheScostarmene; tei giuro... Oh ciel! l’amataMadre, che fa?...piange di me;... ben l’odo;—La veggio;... e piango...
POLIDORO
Oh figlio!... Or non sforzarmiA lagrimar... Tempo non è... Vorrei...