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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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ATTO

Fidato i primi colpi. Oh quanta io portoInvidia a voi I — Sol dubitai, che in questeVittime impure insanguinar tua destraSacerdolal tu negheresti...

SALVIATI

Oh quanto

Mal mi conosci! Ecco il mio stile; il vedi?Sacro è non men, che la mia man che il tratta :Mei diè il gran Sisto, e il benedisse pria.—

La mano stessa il pastorale e il brandoStrinse più volte: e, ad annullar tiranni,

O popoli empj, ai sacerdoti santiIl gran Dio degli eserciti la destraTerribil sempre, e non fallevol mai,

Armava ei stesso. Appenderassi in votoQuesta, ch’io stringo, arme omicida e santaA questi altari un di. Furor m’incende,Piùassai che umano: e, ancor ch’io nuovoal sangue11 braccio arrechi, oggi dal ciel fia scortoDentro al cor empio, che a trafigger scelsi.

GUGLIELMO

E scelto hai tu?...

SALVIATI

Lorenzo.

GUGLIELMO

Il più feroce?

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RAIMONDO

Io ’l volli in ciò pur compiacer, bench’ioPrescelto avrei d’uccidere il più forte.

Ma pur pensai, che al certo il vii GiulianoDi ascosa maglia il suo timor vestiva;

Onde accettai, come più scabra impresa,

Io di svenarlo. Avrai Lorenzo; avrommiIo ’l reo Giuliani già il tengo: entro quel petto,Nido di fraude e tradimento, il ferroGià tutto ascondo. — A sguainar fia cenno,

Ed al ferire, il sacro punto, in cui,

Tratto dal ciel misteriosamenteDai susurrali carmi, il figliuol DioFra le sacerdotali dila scende. —

Or, lutto sai: del sacro bronzo al primoSquillo uscirai repente, e allora pensa,

Ch’ella è perfetta, o che fallila é l’opra.

GUGLIELMO

Tutto farò.— Sciogliamci; ornai n’è tempo. —Notte, o tu, che la estrema esser ne deiDi servaggio, o di vita, il corso affretta! —

Tu intanto, o figlio, assai, ma assai, diffidaDi Bianca: in cor di donna è scaltro amore.

E tu, bada, o Salviati, che se a vuotoCade il colpo tuo primo, è tal LorenzoDa non lasciar, che tu il secondo vibri.

QUARTO

ATTO QUIETO

SCENA I.

RAIMONDO, BIANCA

RAIMONDO

Or via, che vuoi? Torna a tue stanze, torna:Lasciami ; tosto io riedo.

BIANCA

Ed io non posso

Teco venirne ?

RAIMONDO

No.

BIANCA

Perchè?...

RAIMONDO

Noi puoi.

BIANCA

Ri poco amor, me cosi tratti? 0 dolciPassali tempi, ove ne andaste? Al fiancoNon mi sdegnavi allora; nè mai passo

Movevi allor, ch’io noi movessi accanto! —Perchè ti spiaccio? in che ti offendo? Or sfuggi,Ed or ( che è peggio ) anco mi scacci. Il suonoDunque di questa mia voce non giunge,

Più non penètra entro il tuo core? Ahi lassa!...Pur ti vogl’io seguir, da lungi almeno...

RAIMONDO

Ma, di che temi? o che supponi?...

BIANCA

11 sai.

RAIMONDO

So, che tu m’ami, e ch’io pur t’amo; e t’amoPiù che noi credi, assai. Tel tace il labro;

Ma il cor tei dice, e il volto, e il guardo, e ogni attoIn me tei dice. Or, s’io ti scaccio o sfuggo,

Il fo, perchè d’ogni mio affanno a parteMen ti vorrei:,..qual puoi sollievo darmi?

BIANCA

Pianger non posso io teco?

RAIMONDO

Il duol mi addoppia