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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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ATTO

Da invidia te ? ciò che non fesli, imprendi.Fingi d’amarlo ; ogni pietà ne hai tolta :Promovil ; campo a Largo errar gli dai :Premialo; ingrato e traditor fia tosto.

Cosi vendetta colorir si puote

Di giusta pena; in un così s’ ottiene

Di prence il frutto, e d’ uman sire il nome.

COSIMO

Col tuo consiglio anco si regna, o Piero;

Ma, più regale io quel di Diego estimo.

Senza atterrire od ingannar, tenersiSoggetto F uom, ben chi sei crede è stolto.

Poco bensì di un figlio , e men di un prenceRavviso i sensi in te, Garzia : tu parliA Cosmo re del cittadino Cosmo ?

Tu vuoi, ch’io in trono il reo destin rimembri?—Ed io ’l vo’ far , col prevenir d’avversaFortuna i colpi. —Or, qual linguaggio è il tuo?Nomi il timor, prudenza? umano chiami,

L’esser debole e vile ? e allor eh’ io chieggioCome il mortai nemico mio si spenga,

Com’ io deggia salvarlo a me tu insegni ?

DIEGO

Garzia minore, e ad obbedirmi nato ,Maraviglia non fia se al trono pariL’animo in sé non serra ; e s’ei privateVirtù professa, o finge...

GARZIA

Una pur sempre

Fia la virtude ; e in trono , e fuor, sola una.Richiesto , io dissi il pensier mio : se un’ almaQual mostri, è d’ uopo ad aver regno, io godoDi non attender regno : e , s’io pur nacqui,Come tu il dici, all’ obbedire , io voglioPure obbedir , ma a tal, che imperar sappia...COSIMO

E son quell’ io, finora : e tu , rimembra ,

Ch’ io so farmi obbedire : ama e rispetta ,Quanto me, Diego.—In voi, gli animi vostri,Non consiglio, cercai. Vidi, conobbi,

Udii: mi basta.—A voi, nei detti ed opre ,

E nei pensieri, io solo ornai son norma.

SCENA II.

DIEGO , PIERO, GARZIA

GARZIA

Ren più che ai detti, ei ne potea dall’ opreScerner tra noi. — Ma pur, non duoimi al padreL’aver schiuso i miei sensi : un po’ men rattoAl labro forse , ciò che in cor si serra,

Correr dovrebbe ; ma finor quest’ arteUa mia non è ; nè più 1’ apprendo ornai.

DIEGO

Ch’ altro manca più a Cosmo? entro sua reggia,Tra i propri figli allo un censore ei trova,

Che a regnare gl’ insegna.

Alfieri

PRIMO

GARZIA

Or, che paventi ?

Più di me sempre gli sarai tu accetto.

Il più gradito al re fia quei, che porreSuo consiglio e ragion più sa nel brando.

PIERO

Sdegno fra voi trascorrer dee lant’ oltre ,Perchè dispari è la sentenza? Io pureDa voi dissento; e non, per ciò, men v’ amo.Fratelli, figli e sudditi d’un padreNoi siam pur tutti: or via...

GARZIA

Pensi a sua postaCiascun di noi: non cerco io lode; e biasmoNon reco altrui. Dico bensì, che tuttoPorterem noi del pubblio’ odio il graveTerribil peso, o sia che Cosmo eleggaForza adoprare, o fìnzion: da questaLo sprezzo altrui, l’ira dall’ altra nasce;

La vendetta da entrambe.

DIEGO

Oh! saggio, e grande,Certo sei tu : moderator ti piacciaSeder di nostra giovinezza. — Or, quandoTacerai tu? Ben noto eri già al padre,

Da lui già in pregio, e qual tei merli, avuto.Va; se in tenebre godi, oscuro vivi:

Ma, poiché nulla al chiaror nostro aggiungi,Non ci far di te almen spiacevol ombra.

GARZIA

Ciò che splendor tu chiami, infamia, il chiamo. —Ma, a voi non toglie il mio parlar la pace,

Che in voi non è : pace assai mal si mercaColle pubbliche grida, e mal col sangueDell’ innocente cittadino. Io nascoStranier fra voi; ma, poi ch’io pur vi nasco,Non mai sperate eh’ io a voi taccia il vero.

PIERO

No, tu non sei, Garzia, nemico al padre :Dunque, perchè di chi l’offende amico?

GARZIA

Del giusto, amico; e di nuli’altro. Io parloA voi cosi; ma, con gli estranei, taccio.

Io creder vo’, che un sol signor più giovi,

Dove ei stia pur del naturai dirittoEntro il confm; ma tirannia?... l’abborro;

E assai 1’ adopra il padre mio, pur troppo !

Più del suo onor, che di sua possa, io sempreTenero fui : di vero amore io l’amo.

Se nulla in lui giammai varran miei preghi,Tutti a scemar la tirannia fien volti,

DIEGO

Ed io, (se valgo) a vie più accrescer sempreSacro poter, che un temerario ardisceTacciar d’ingiusto, io volgerò pur tuttiGli sforzi miei.

GARZIA

Degna è di te la impresa.

DIEGO

Mi oltraggi tu ? Ben li farò...

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