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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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SAUL

giocata

David,... fratello...

DAVID

Oh gioia!

GIONATA

Oh cielo!

A te...

Fia vero?..

Tu in Gelboè? Del padre mio non temi?Io per (e (remo; oimè!...

DAVID

Che vuoi ? La morteIn battaglia, da presso, mille volteVidi, e affrontai: davanti all’ira ingiustaDel tuo padre gran tempo fuggii poscia:

Ma il temer solo è morte vera al prode.

Or, più non temo io, no: sta in gran periglioCol suo popolo il re : fia David quegli,

Che in securtade stia frattanto in selve ?

Ch’io prenda cura del mio viver, mentreSopra voi sta degl’ infedeli il brando?

A morir vengo; ma fra 1’ armi, in campo,

Per la patria, da forte, e per T ingratoStesso Saul, che la mia morte or grida.

GIONATA

Oh di David virtù ! D’Iddio lo eletto

Tu certo sei. Dio, che t’inspira al core

Sì sovrumani sensi, al venir scorta

Dietti un angiol del cielo. — Eppur, deh! come

Or presentarti al re ? Fra le nemiche

Squadre ei ti crede, o il finge; ei ti dà taccia

Di tradilor ribelle.

DAVID

Ah! eh’ ei pur troppo,

A ricovrar de’ suoi nemici in senoEi mi sforzava. Ma, se impugnan essiContro lui l’armi, ecco per lui le impugno,Finché sian vinti. Il guiderdon mio priscoMen renda ei poscia; odio novello, e morte.

GIONATA

Misero padre! ha chi l’inganna. Il vilePerfido Abner, gli sta, menlito amico,Intorno sempre. Il rio demon, che feroGl’invasa il cor, brevi di tregua istantiLascia a Saulle almen; ma d'Abner 1’ arteNoi lascia mai. Solo ei T udito, ei solo,L’amato egli è: lusingator maligno,

Ogni virtù che la sua poca eccede,

Ei glie la pinge e mal sicura, e incerta.Invan tua sposa ed io, col padre...

DAVID

O sposa!

Oh dolce nome ! ov’ è Mieoi mia fida ?

M’ama ella ancor, mal grado il padre crudo?...

GIONATA

Oh! s’ella t’ama?... È in campo anch’essa...

DAVID

Oh cielo!

Vedrolla? oh gioia! Or, come in campo?...

GIONATA

Il padre

Ne avea pielade; al suo dolor lasciarlaSola ei non volle entro la reggia: e anch’ ellaVa pur porgendo a lui qualche sollievo,

Benché ognor mesta. Ah! la magion del piantoElla è la nostra, da che tu sei lungi.

DAVID

Oh sposa amata ! A me il tuo dolce aspettoTorrà il pensier d’ogni passata angoscia;

Torrà il pensier d’ ogni futuro danno.

GIONATA

Ah, se vista 1’avessi!... Ebbeti appenaElla perduto, ogni ornamento increbbeAl suo dolor: sul rabbuffato crineCenere stassi; e su la smunta guanciaPianto e pallore; immensa doglia muta,

Nel cor (remante. Il di, ben mille volte,

Si atterra al padre; e fra i singhiozzi, dice:

« Rendimi David mio; tu già mel desti. »Quindi i panni si squarcia; e in pianto bagnaLa man del padre, che anch’egli ne piange.

E chi non piange?—Abner, sol egli; e impera»Che tramortita come eli’è si strappiDai piè del padre.

DAVID

Oh vista ! Oh ! che mi narri ?

GIONATA

Deh! fosse pur non vero!... Al tuo sparire,Pace spari, gloria, e baldanza in armi:

Sepolti sono d’Israello i cori ;

11 Filisteo, che già fanciullo apparve

Sotto i vessilli tuoi, fatto è gigante

Agli occhi lor, da che non t’han più duce:

E minacce soffriamo, e insulti, e scherni,Chiusi nel vallo, immemori di noi.

Qual maraviglia? ad Israello a un tempoManca il suo brando, ed il suo senno, David-lo, che già dietro ai tuoi guerrieri passiNon senza gloria iva nel campo , or fiaccaSento al ferir la destra. Or, che in periglio,

A dura vita , e da me lungi io veggo

Te, David mio, sì spesso ; or, più non parrò 1

Quasi pugnar pel mio signor, pel padre,

Per la sposa, pe’figli: a me tu caro,

Più assai che regno, e padre, e sposa, e fig 11- "

DAVID

M’ami, e più che noi merlo ; ami te DioCosi...

GIONATA

Dio giusto, e premiator non tardoDi virtù vera; egli è con le. Tu fostiDa Samuel morente in Rama accollo :

11 sacro labro del sovran profeta,

Per cui fu re mio padre, assai gran cose

Colà di te vaticinava: il tuo

Viver m’è sacro, al par che caro. Ah ! s °

Per le di corte i rei perigli io temo;

Non quei del campo: ma, dintorno a fi uesRegali tende il tradimento albergaCon morte : e morte, Abner la dà ; la i” vl ‘Spesso Saulle. Ah! David mio, l’ ascondi,