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SAUL
giocata
David,... fratello...
DAVID
Oh gioia!
GIONATA
Oh cielo!
A te...
Fia vero?..
Tu in Gelboè? Del padre mio non temi?Io per (e (remo; oimè!...
DAVID
Che vuoi ? La morteIn battaglia, da presso, mille volteVidi, e affrontai: davanti all’ira ingiustaDel tuo padre gran tempo fuggii poscia:
Ma il temer solo è morte vera al prode.
Or, più non temo io, no: sta in gran periglioCol suo popolo il re : fia David quegli,
Che in securtade stia frattanto in selve ?
Ch’io prenda cura del mio viver, mentreSopra voi sta degl’ infedeli il brando?
A morir vengo; ma fra 1’ armi, in campo,
Per la patria, da forte, e per T ingratoStesso Saul, che la mia morte or grida.
GIONATA
Oh di David virtù ! D’Iddio lo eletto
Tu certo sei. Dio, che t’inspira al core
Sì sovrumani sensi, al venir scorta
Dietti un angiol del cielo. — Eppur, deh! come
Or presentarti al re ? Fra le nemiche
Squadre ei ti crede, o il finge; ei ti dà taccia
Di tradilor ribelle.
DAVID
Ah! eh’ ei pur troppo,
A ricovrar de’ suoi nemici in senoEi mi sforzava. Ma, se impugnan essiContro lui l’armi, ecco per lui le impugno,Finché sian vinti. Il guiderdon mio priscoMen renda ei poscia; odio novello, e morte.
GIONATA
Misero padre! ha chi l’inganna. Il vilePerfido Abner, gli sta, menlito amico,Intorno sempre. Il rio demon, che feroGl’invasa il cor, brevi di tregua istantiLascia a Saulle almen; ma d'Abner 1’ arteNoi lascia mai. Solo ei T udito, ei solo,L’amato egli è: lusingator maligno,
Ogni virtù che la sua poca eccede,
Ei glie la pinge e mal sicura, e incerta.Invan tua sposa ed io, col padre...
DAVID
O sposa!
Oh dolce nome ! ov’ è Mieoi mia fida ?
M’ama ella ancor, mal grado il padre crudo?...
GIONATA
Oh! s’ella t’ama?... È in campo anch’essa...
DAVID
Oh cielo!
Vedrolla? oh gioia! Or, come in campo?...
GIONATA
Il padre
Ne avea pielade; al suo dolor lasciarlaSola ei non volle entro la reggia: e anch’ ellaVa pur porgendo a lui qualche sollievo,
Benché ognor mesta. Ah! la magion del piantoElla è la nostra, da che tu sei lungi.
DAVID
Oh sposa amata ! A me il tuo dolce aspettoTorrà il pensier d’ogni passata angoscia;
Torrà il pensier d’ ogni futuro danno.
GIONATA
Ah, se vista 1’avessi!... Ebbeti appenaElla perduto, ogni ornamento increbbeAl suo dolor: sul rabbuffato crineCenere stassi; e su la smunta guanciaPianto e pallore; immensa doglia muta,
Nel cor (remante. Il di, ben mille volte,
Si atterra al padre; e fra i singhiozzi, dice:
« Rendimi David mio; tu già mel desti. »Quindi i panni si squarcia; e in pianto bagnaLa man del padre, che anch’egli ne piange.
E chi non piange?—Abner, sol egli; e impera»Che tramortita come eli’è si strappiDai piè del padre.
DAVID
Oh vista ! Oh ! che mi narri ?
GIONATA
Deh! fosse pur non vero!... Al tuo sparire,Pace spari, gloria, e baldanza in armi:
Sepolti sono d’Israello i cori ;
11 Filisteo, che già fanciullo apparve
Sotto i vessilli tuoi, fatto è gigante
Agli occhi lor, da che non t’han più duce:
E minacce soffriamo, e insulti, e scherni,Chiusi nel vallo, immemori di noi.
Qual maraviglia? ad Israello a un tempoManca il suo brando, ed il suo senno, David-lo, che già dietro ai tuoi guerrieri passiNon senza gloria iva nel campo , or fiaccaSento al ferir la destra. Or, che in periglio,
A dura vita , e da me lungi io veggo
Te, David mio, sì spesso ; or, più non parrò 1
Quasi pugnar pel mio signor, pel padre,
Per la sposa, pe’figli: a me tu caro,
Più assai che regno, e padre, e sposa, e fig 11- "
DAVID
M’ami, e più che noi merlo ; ami te DioCosi...
GIONATA
Dio giusto, e premiator non tardoDi virtù vera; egli è con le. Tu fostiDa Samuel morente in Rama accollo :
11 sacro labro del sovran profeta,
Per cui fu re mio padre, assai gran cose
Colà di te vaticinava: il tuo
Viver m’è sacro, al par che caro. Ah ! s °
Per le di corte i rei perigli io temo;
Non quei del campo: ma, dintorno a fi uesRegali tende il tradimento albergaCon morte : e morte, Abner la dà ; la i” vl ‘Spesso Saulle. Ah! David mio, l’ ascondi,