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SAUL
SAUL
David?... Io l’odio... Ma, la propria figliaGli ho pur data in consorte... Ah 1 tu non sai. —La voce stessa, la sovrana voce,
Che giovanetto mi chiamò più notti,
Quand’io, privato, oscuro, e lungi tantoStava dal trono e da ogni suo pensiero;
Or, da più notti, quella voce istessaFatta è tremenda, e mi respinge, e tuonaIn suon di tempestosa onda mugghiente:
« Esci, Saul; esci, Sanile... » Il sacroVenerabile aspetto del profeta,
Che in sogno io vidi già, pria ch’ei mi avesse
Manifestato che voleami Dio
Ile d’Israel; quel Samuele, in sogno,
Ora in tuli’altro aspetto io lo riveggo.
Io, da profonda cupa orribil valle,
Lui su raggiante monte assiso miro:
Sta genuflesso Davide a’ suoi piedi:
Il santo veglio sul capo gli spandeL’ unguento del Signor; con 1’ altra mano,
Che lunga lunga ben cento gran cubiliFino al mio capo eslendesi, ei mi strappaLa corona dal crine; e al crin di DavidCingerla vuol: ma, il crederesti? DavidPietoso in atto a lui si prostra, e niegaRiceverla, ed accenna, e piange, c grida,
Che a me sul capo ei la riponga... — Oh vista!Oh David mio! fu dunque obbedienteAncor mi sei? genero ancora? e figlio?
E mio suddito fido? e amico?... Oh rabbia!Formi dal capo la corona mia?
Tu che tant’ osi, iniquo vecchio, trema...
Chi sei?... Chi n’ebbe anco il pensiero, pera...—Ahi lasso me! eh’ io già vaneggio!...
ABNER
Pera,
David sol pera: e svaniran con esso,
Sogni, sventure, Vision, terrori.
SCENA II.
GIONATA, MI COL, SAUL, ABNER
GIONATA
Col re sia pace.
MICOL
E sia col padre Iddio.
SAUL
...Meco è sempre il dolore. — Io men sorgeaOggi, pria dell’ usalo, in lieta speme...
Ma, già spari, qual del deserto nebbia,
Ogni mia speme. — Ornai che giova, o figlio,Prolrar la pugna? Il paventar la rotta,
Peggio è che averla; ed abbiasi una volta.
Oggi si pugni, io ’l voglio.
GIONATA
Oggi si vinca.
Speme, o padre, ripiglia: in te non scese
Speranza mai con più ragione. Il voltoDeh ! rasserena : io la vittoria ho in core.
Di nemici cadaveri coperto
Fia questo campo; ai predatori alati
Noi lasceremo orribil esca...
MICOL
A stanza
Piùqueta, o padre, entro tua reggia, in breve,Noi torneremo. Infra lue palme assiso,
Lieto tu allor, tua desolata figliaTornare a vita anco vorrai, lo sposo -Rendendole...
SAUL
... Ma che? tu mai dal piantoNon cessi? Or questi i dolci oggetti sonoChe rinverdir denno a Saul la stancaMente appassita? Al mio dolor sollievoSei tu così? Figlia del pianto, vanne;
Esci; lasciami, scostati.
MICOL
Melassa!...
Tu non vorresti, o padre, eh’ io piangessi?...Padre, e chi T alma in lagrime sepoltaMi tiene or, se non tu?...
GIONATA
Deh! taci; al padre
Increscer vuoi? — Saul, letizia accogli:
Aura di guerra, e di vittoria, in campoSta: con quest’alba uno spirto guerriero,Che per tutto Israel de’ spandersi oggi,
Dal ciel discese. Anco in tuo cor, ben tosto,Verrà certezza di vittoria.
SAUL
Or, forse
Me tu vorresti di tua stolta gioiaA parte? me?— Che vincerò? che spirto?...Piangete tutti. Oggi, la quercia antica,
Dove spandea già rami alteri all’aura,Innalzerà sue squallide radici.
Tutto è pianto, e tempesta, e sangue, e morte :I vestimenti squarcinsi; le chiomeDi cener vii si aspergano. Si, questoGiorno, è finale; a noi l’estremo, è questo.
ABNER
Già più volte vel dissi: in lui l’aspettoVostro importuno ognor sue fere angosceRaddoppia.
MICOL
E che? lascerem noi l’amatoGenitor nostro?
GIONATA
Al fianco suo, tu soloStarti pretendi? e che in tua man?...
SAUL
Che fia?
Sdegno sta su la faccia de’ miei figli?
Chi, chi gli oltraggia? Abner, tu forse? Q aeSon sangue mio; noi sai?... Taci: rimembra--
GIONATA
Ah! sì; noi siam tuo sangue; e per le lu lt0