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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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SAUL

SAUL

David?... Io l’odio... Ma, la propria figliaGli ho pur data in consorte... Ah 1 tu non sai. —La voce stessa, la sovrana voce,

Che giovanetto mi chiamò più notti,

Quand’io, privato, oscuro, e lungi tantoStava dal trono e da ogni suo pensiero;

Or, da più notti, quella voce istessaFatta è tremenda, e mi respinge, e tuonaIn suon di tempestosa onda mugghiente:

« Esci, Saul; esci, Sanile... » Il sacroVenerabile aspetto del profeta,

Che in sogno io vidi già, pria ch’ei mi avesse

Manifestato che voleami Dio

Ile d’Israel; quel Samuele, in sogno,

Ora in tuli’altro aspetto io lo riveggo.

Io, da profonda cupa orribil valle,

Lui su raggiante monte assiso miro:

Sta genuflesso Davide a’ suoi piedi:

Il santo veglio sul capo gli spandeL’ unguento del Signor; con 1’ altra mano,

Che lunga lunga ben cento gran cubiliFino al mio capo eslendesi, ei mi strappaLa corona dal crine; e al crin di DavidCingerla vuol: ma, il crederesti? DavidPietoso in atto a lui si prostra, e niegaRiceverla, ed accenna, e piange, c grida,

Che a me sul capo ei la riponga... — Oh vista!Oh David mio! fu dunque obbedienteAncor mi sei? genero ancora? e figlio?

E mio suddito fido? e amico?... Oh rabbia!Formi dal capo la corona mia?

Tu che tant’ osi, iniquo vecchio, trema...

Chi sei?... Chi n’ebbe anco il pensiero, pera...—Ahi lasso me! eh’ io già vaneggio!...

ABNER

Pera,

David sol pera: e svaniran con esso,

Sogni, sventure, Vision, terrori.

SCENA II.

GIONATA, MI COL, SAUL, ABNER

GIONATA

Col re sia pace.

MICOL

E sia col padre Iddio.

SAUL

...Meco è sempre il dolore. — Io men sorgeaOggi, pria dell’ usalo, in lieta speme...

Ma, già spari, qual del deserto nebbia,

Ogni mia speme. — Ornai che giova, o figlio,Prolrar la pugna? Il paventar la rotta,

Peggio è che averla; ed abbiasi una volta.

Oggi si pugni, io ’l voglio.

GIONATA

Oggi si vinca.

Speme, o padre, ripiglia: in te non scese

Speranza mai con più ragione. Il voltoDeh ! rasserena : io la vittoria ho in core.

Di nemici cadaveri coperto

Fia questo campo; ai predatori alati

Noi lasceremo orribil esca...

MICOL

A stanza

Piùqueta, o padre, entro tua reggia, in breve,Noi torneremo. Infra lue palme assiso,

Lieto tu allor, tua desolata figliaTornare a vita anco vorrai, lo sposo -Rendendole...

SAUL

... Ma che? tu mai dal piantoNon cessi? Or questi i dolci oggetti sonoChe rinverdir denno a Saul la stancaMente appassita? Al mio dolor sollievoSei tu così? Figlia del pianto, vanne;

Esci; lasciami, scostati.

MICOL

Melassa!...

Tu non vorresti, o padre, eh’ io piangessi?...Padre, e chi T alma in lagrime sepoltaMi tiene or, se non tu?...

GIONATA

Deh! taci; al padre

Increscer vuoi? — Saul, letizia accogli:

Aura di guerra, e di vittoria, in campoSta: con quest’alba uno spirto guerriero,Che per tutto Israel de’ spandersi oggi,

Dal ciel discese. Anco in tuo cor, ben tosto,Verrà certezza di vittoria.

SAUL

Or, forse

Me tu vorresti di tua stolta gioiaA parte? me?— Che vincerò? che spirto?...Piangete tutti. Oggi, la quercia antica,

Dove spandea già rami alteri all’aura,Innalzerà sue squallide radici.

Tutto è pianto, e tempesta, e sangue, e morte :I vestimenti squarcinsi; le chiomeDi cener vii si aspergano. Si, questoGiorno, è finale; a noi l’estremo, è questo.

ABNER

Già più volte vel dissi: in lui l’aspettoVostro importuno ognor sue fere angosceRaddoppia.

MICOL

E che? lascerem noi l’amatoGenitor nostro?

GIONATA

Al fianco suo, tu soloStarti pretendi? e che in tua man?...

SAUL

Che fia?

Sdegno sta su la faccia de’ miei figli?

Chi, chi gli oltraggia? Abner, tu forse? Q aeSon sangue mio; noi sai?... Taci: rimembra--

GIONATA

Ah! sì; noi siam tuo sangue; e per le lu lt0