ATTO SECONDO
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Il nostro sangue a dar siam presti...
MICOL
0 padre,
Ascolto io forse i miei privali affetti,
Quand’ io lo sposo a te richieggo? 11 prodeTuo difensore, d’Israel la forza,
L’alto terror de’ Filistei li chieggo.
Nell’ore tue fantastiche di noia,
Ne’tuoi funesti pensieri di morte,
David fors’ ei non li porgea sollievoCol celeste suo canto? or di’: non eraEi, quasi raggio alle tenebre tue?
GIONATA
Ed io; tu il sai se un brando al fianco io cinga;Ma, ov’è il mio brando, se i sonanti passiDel guerrier dei guerrier norma non dannoAi passi miei? Si parleria di pugna,
Se David qui? vinta saria la guerra.
SAUL
Oh scorsa etadel... Oh di vittoria lietiMiei gloriosi giorni!... Ecco, schieratiMi si appresentan gli alti miei trionfi.
Dal campo io riedo, d’onorata polveCosperso tutto, e di sudor sanguigno:
Infra l’estinto orgoglio, ecco, io passeggio; ;E al Signor laudi... AI Signor, io?... Che parlo?...—Ferro ha gli orecchi alla mia voce Iddio;
Muto è il mio labro..; Ov’ è mia gloria? dove,Dov’ é de’ miei nemici estinti il sangue?...
GIONATA
Tutto avresti in David...
MICOL
Ma, non è (eco
Quel David, no: dal tuo cospetto in bandoTu il cacciavi, tu spento Io volevi...
David, tuo figlio; l’opra tua più bella;
Docil, modesto; più che lampo rattoNell’obbedirti ; ed in amarti caldo,
Più che i proprj tuoi figli. Ah! padre, lascia...
SAUL
11 pianto (oimè) su gli occhi starami! al piantoInusitato, or chi mi sforza?... AsciuttoPasciate il ciglio mio.
ABNER
Meglio sarebbe
Ritrarli, o re, nel padiglione. In brevePresta a pugnar la tua schierata possa1° moslrerotti. Or vieni; e te convinci,
Che nulla è in David...
SCETSA. 155.
^AVid, SAUL, ABNER, GIONATA, MICOL
Che veggio?
DAVID
La innocenza tranne.
SAUL
MICOL
Oh ciel !
GIONATA
Che festi?
ABNER
Audace...
GIONATA
Ah! padre...
MICOL
Padre, ei m’è sposo; e tu mel desti.
SAUL
Oh vista!
DAVID
Saul, mio re; tu questo capo chiedi;
Già da gran tempo il cerchi; ecco, io tei reco;Troncalo, è tuo.
SAUL
Che ascolto?...Oh David,...David !Un Iddio parla in te: qui mi t’adduceOggi un Iddio...
DAVID
Si, re; quei, eh’ è sol Dio;
Quei, che già in Eia me timido ancoraInesperto garzon spingeva a fronteDi quel superbo gigantesco orgoglioDel fier Goliatte lutto aspro di ferro:
Quel Dio, che poi su l’armi tue tremendeA vittoria vittoria accumulava:
E che, in sue mire imperscrulabil sempre,
Dell’ oscuro mio braccio a lucid’ opreValer si volle: or sì, quel Dio mi adduceA te, con la vittoria. Or, qual più vuoi,Guerriero, o duce, se son io da tanto,
Abbimi. A terra pria cada il nemico:
Sfumino al soffio aquilonar le nubi,
Che al soglio tuo si ammassano dintorno:
Men pagherai poscia, o Saul, con morte.
Nè un passo allora, nè un pensier costartiIl mio morir dovrà. Tu, re, dirai :
David sia spento: e ucciderammi tostoAbner. — Non brando io cingerò nè scudo;
Nella reggia del mio pieno signoreA me disdice ogni arme, ove non siaPazienza, umiltade, amor, preghiere,
Ed innocenza. Io deggio, se il vuol Dio,
Perir qual figlio tuo, non qual nemico.
Anco il figliuol di quel primiero padreDel popol nostro, in sul gran monte il sangueEra presto a donar; nè un motto, o un cennoFea, che non fosse obbedienza: in altoGià l’una man pendea per trucidarlo,
Menlr’ ei del padre 1’ altra man baciava.
Diemmi 1’esser Saul; Saul mel toglie:
Per lui s’udia il mio nome, ei lo disperde:
Ei mi fea grande, ei mi fa nulla.
SAUL
Oli! quale
Dagli occhi antichi miei caligin follaQueldirmisquarcia! Ohqual nel cormisuona!...—David, tu prode parli, c prode fosti;
Ma, di superbia cieco, osasti posciaMe dispregiar; sovra di me innalzarli;