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SAUL
Furar mie laudi, e li veslir mia luce.
E s’ anco io re non l’era, in guerrier nuovo,Spregio convicnsi di guerrier canuto?
Tu, magnanimo in tutto, in ciò non l’eri.
Di te canlavan d’Israel lo figlie:
« Davidde, il forte, che i suoi mille abbatte:
» Saul, suoi cento. » Ah f mi offendesti, o David,Nel più vivo del cor. Che non dicevi?
« Saul, ne’ suoi verdi anni, altro che i mille,j) Le migliaia abbatteva: egli è il guerriero;
» Ei mi creò. »
DAVID
Ben io ’l dicea; ma questi,
Che del tuo orecchio già tenea le chiavi,
Dicea più forle: « Egli è possente troppox David: di tulli in bocca, in cor di molti;
» Se non l’uccidi tu, Saul, chi ’l frena? » —Con minor arte, e verità più assai,
Abner, al re che non dicevi? « Ah! David» Troppo è miglior di me; qùindi io Io abborro;x Quindi lo invidio, e temo; e spento io ’l voglio.»
ABNER
Fellone; e il di, che di soppiatto andaviCo’ tuoi profeti a susurrar consigli;
Quando al tuo re segreti lacci infamiTendevi; e quando a’ Filistei nel gremboTi ricovravi; e fra nemici impuriProfani dì traendo, ascose a un tempoPratiche ognor fra noi serbavi: or questo,
Il dissi io forse? o il fesli tu? Da prima,
Chi più di me del signor nostro in coreTi pose? A farti genero, chi ’l mosse?
Abner fu solo...
NICOL
Io fui: Davide in sposo,
10 dal padre l’ottenni; io il volli; io, presaDi sue virludi. Egli il sospir mio primo,
11 mio pensier nascoso; ei la mia spemeEra; ei sol, la mia vita. In basso statoAnco travolto, in povertà ridotto,
Sempre al mio cor giovato avria più David,Ch’ogni alto re, cui l’oriente adori.
SAUL
Ma tu, David, negar, combatter puoiD’Abner le accuse? Or, di: non ricovrastiTra’ Filistei? nel popol mio d’iniquaRibellione i semi non spandesti?
La vita stessa del tuo re, del tuoSecondo padre, insidiata forseNon 1’ hai più volte?
DAVID
Ecco; or per me rispondaQuesto, già lembo del regai tuo manto.
Conoscìl tu? Prendi; il raffronta.
SAUL
Dammi.
Che veggio? è mio; noi niego...Qnde l’hai tolto ?...
DAVID
Di dosso a te, dal manto tuo, con questo
Mio brando, io stesso, io lo spiccai. — SovvientiD’Engadda? Là, dove tu me proscrittoBarbaramente perseguivi a morte;
Là, trafugato senza alcun compagnoNella caverna, che dal fonte ha nome,
Io m’era: ivi, tu solo, ogni tuo prodeLasciato in guardia alla scoscesa porla,
Su molli coltri in placida quiete
Chiudevi al sonno gli occhi... Oh ciel ! tu pieno
L’alma di sangue e di rancor dormivi?
Vedi, se Iddio possente a scherno prendeDisegni umani! ucciderli, a mia posla,
E me salvar potea, per altra uscita:
Io ’l potea; quel tuo lembo assai lei prova.
Tu re, tu grande, tu superbo, in mezzoA stuol d’ armali; eccoti in man del vileGiovin proscritlo... Abner, il prode, ov’era,Dov’ era allor? Cosi tua vita ei guarda?
Serve al suo re cosi? Vedi, in cui postoHai tua fidanza; e in chi rivolto hai l’ira.—Or, sei tu pago? Or, 1’ evidente segnoNon hai, Saul, del cor, della innocenza,
E della fede mia? non 1’ evidenteSegno del poco amor, della malignaJnvida rabbia, e della guardia infidaDi questo Abner?...
SAUL
Mio figlio, hai vinto;... hai vinto-Abner, tu mira; ed ammutisci.
NICOL
Oh gioia!
Oh padre!...
DAVID
GIONATA
Oh di felice IMICOL
Oh sposo!...
SAUL
II giorno,
Sì, di letizia, e di vittoria, è questo.
Te duce io voglio oggi alla pugna : il soffraAbner; eh’ io ’1 vo’. Gara fra voi non altra,
Che in più nemici eslerminare, insorga.Gionata, al fianco al tuo fratei d’ amoreCombatterai: mallevador mi è DavidDella tua vita; e della sua tu il sei.
GIONATA
Duce David, mallevadore è Iddio.
NICOL
Dio mi ti rende; ei salveratti...
SAUL
Or, basta.
Nel padiglion, pria della pugna, o figlio,
Vieni un tal poco a ristorarti. Il lungo
Duol dell’ assenza la tua sposa amata
Rattempreratli: intanto di sua mano
Ella ti mesca, e ti ministri a mensa. _ , e
Dehl figlia, (il puoi tu sola) ammenda in P a
Del genitor gl’ involontarj errori.