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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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SAUL

S’ei de’soldati il cor non ha? Ciò soloAd Abner manca; e a me il concede Iddio.Oggi si vinca, e al di novel si lasciUn’altra volta il re; eli’esser non puotePer me mai pace al fianco suo... Che dico?Nuova palma or mi fia nuovo delitto.

SCEM III*

MICOL, DAVID

MICOL

Sposo, non sai? Da lieta mensa il padreSorgeva appena, Abner vèr lui si trasse,E un istante parlavagli: io m’inoltro,

Egli esce; il re già quel di pria non trovo.

DAVID

Ma pur, che disse? in che ti parve?...

MICOL

Egli era

Dianzi lutto per noi; con noi piangea;

Ci abbracciava a vicenda; e da noi stirpeS’iva augurando di novelli prodi,

Quasi alla sua sostegno; ei più che padrePareane ai detti : or, più che re mi apparve.

DAVID

Deh! pria del tempo, non piangere, o sposa:Saulle è il re ; farà di noi sua voglia.

Sol eh' ei non perda oggi la pugna; il crudoSuo pensier contro me doman ripigli;Ripiglierò mio stato abbietto, e il duroBando, e la fuga, e l’affannosa vita.

Vera e sola mia morte errimi il lasciarti:

E il dovrò pure... Ahi vana speme ! intausteNozze per te 1 Giocondo e regio staloAltro sposo a te dava; ed io tei tolgo.

Misero mel... Nè d’ ampia prole, e lieta,Padre puoi far me tuo consorte errante,

E fuggitivo sempre...

MICOL

Ah ! no; divisi

Più non saremo: dal tuo sen strapparmiNiuno ardirà. Non riedo io no, più mai,

A quella vita orribile, ch’io trassiPriva di te: m’ abbia il sepolcro innanzi.

In quélla reggia del dolore io stavaSola, piangente, i lunghi giorni; e 1’ombreL’aspetto mi adducean d’ orrende larve.

Or, sopra il capo tuo pender vedeaDel crudo padre il ferro; e udia tue vociDolenti, lagrimose, umili, taliDa trar del petto ogni più atroce sdegno;

E sì 1’ acciar pur l’immergeva in coreIl barbaro Saulle: or, tra’segretiAvvolgimenti di negra caverna,

Vedeali far di dure selci letto;

E ad ogni picciol moto il cor balzartiTremante; e in altra ricovrarti; e quindiIn altra ancor; nè ritrovar mai loco,

Né quiete, nè amici; egro, ansio, stanco...

Da cruda sete travagliato... Oh cielo !...

Le angosce, i dubbj, il palpitar mio lungoPoss’io ridir? —Mai più, no, non ti lascio;

Mai più...

DAVID

Mi strappi il cor: deh ! cessa...Al sangue,E non al pianto, questo giorno è sacro.

MICOL

Pur ch’oggi inciampo al tuo pugnar non nasca.Per le non temo io la battaglia; hai scudoDi certa tempra, Iddio: ma temo, ch’oggiDal perfid’Abner impedita, o guasta,

Non ti sia la vittoria.

DAVID T

E che? li parve

Dubbio il re d’affidarmi oggi l’impresa?

MICOL

Ciò non udii; ma forte accigliato era,

E susurrava non so che, in sé stesso,

Di sacerdoti traditor; d’ignotaGente nel campo; di virtù mentita...

Rotte parole, oscure, dolorose,

Tremende, a chi di David è consorte,

E di Saulle è figlia.

DAVID

Eccolo: si oda.

MICOL

Giusto Iddio, deh! soccorri oggi al tuo servo:L’empio confondi; il genitor rischiara;

Salva il mio sposo; il popol tuo difendi.

. SCERfA IV.

SAUL, GIONATA, MICOL, DAVID

GIONATA

DehI vieni, amalo padre; a’tuoi pensieriDa tregua un poco: or l’aura aperta e puraTi fia ristoro; vieni: alquanto siediTra i figli tuoi.

SAUL

... Che mi si dice?

MICOL

Ah! padre!—

SAUL

Chi siete voi?... Chi d’aura aperta e puraQui favellò?... Questa? è caligin densa;

Tenebre sono; ombra di morte... Ohi mira;

Più mi t’accosta; il vedi? il sol dintornoCinto ha di sangue ghirlanda funesta—

Odi tu canto di sinistri augelli?

Lugubre un pianto sull’aere si spande,

Che me percuote, e a lagrimar mi sforza—

Ma che? Voi pur, voi pur piangete?...

GIONATA

Oh somn>°

Dio d’Israello, or la tua faccia hai toltaDal re Saul così? lui, già tuo servo,