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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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SAUL

Del Filisteo, che appeso in voto a DioStava allo stesso tabernacol, dondeTu lo spiccavi con profana destra.

E tu il cingevi al perfido nemico

Del tuo signor, del sol tuo re? — Tu vieni,

Fellone, in campo a tradimenti or vieni:

Qual dubbio v’ha?...

ACHIMELECH

Certo, a tradirti io vengoPoiché vittoria ad implorare io vengoAll’ armi tue da Dio, che a te la niega.

Son io, si, son, quei che benigna man oA un Davidde prestai. Ma, chi è quel David?Della figlia del re non egli è sposo?

Non il più prode infra i campioni suoi?

Non il più bello, il più umano, il più giustoDe’figli d’Israel? Non egli, in guerra,

Tua forza, e ardire? entro la reggia, in pace,Non ei, col canto, del tuo cor signore?

Di donzelle l’amor, del popol gioia,

Dei nemici terror; tale era quegli,

Ch’ io scampava. E tu stesso, agli onor primi,

Di, noi tornavi or dianzi? e noi sceglieviA guidar la battaglia? a ricondurtiVittoria in campo? a disgombrar temenzaDella rotta, che in cor ti ha posta Iddio? —

Se danni me, te stesso danni a un tempo.

SAUL

Or, donde in voi, donde piefade? in voi,Sacerdoti crudeli, empj, assetaliDi sangue sempre. A Samuel pareaGrave delitto il non aver io spentoL’Amalechita re, coll’ armi in manoPreso in battaglia ; un alto re, guerrieroDi generosa indole ardita, e largoDel proprio sangue a prò del popol suo. —Misero re! tratto a me innanzi, in duriCeppi ei venia : serbava, ancor che vinto,

Nobil fierezza, che insultar non era,

Nè un chieder pur mercè. Reo di coraggio

Parve egli al fero Samuel: tre volte

Con la sua man sacerdotale il ferro

Ne) petto inerme ei gl’itnmergea. — Son queste,

Queste son, vili, le battaglie vostre.

Ma, contra il proprio re chi la superbaFronte innalzar si attenta; in voi sostegnoTrova, e scudo, ed asilo. Ogni altra cura,

Che dell’altare, a cor vi sta. Chi sete,

Chi sete voi? Stirpe malnata, e cruda,

Che dei perigli nostri, all’ombra, rìde;

Che in lino imbelle avvoltolati, arditeSoverchiar noi sotto 1’ acciar sudanti :

Noi, che fra il sangue, il terrore, e la morte,Per le spose, pe’figli, e per voi stessi,

Meniam penosi orridi giorni ognora.

Codardi, or voi, men che oziose donne,

Con verga vii, con studiati carmi,

Frenar vorreste e i brandi nostri, e noi?

ACHIMELECH

E tu, che sei? re della terra sei:

Ma, innanzi a Dio, chi re? —Saul rientraIn te; non sei, che coronata polve.—

Io, per me nulla son; ma fulmin sono,

Turbo, tempesta io son, se in me Dio scende:Quel gran Dio, che ti fea; che l’occhio appenaTi posa su; dov’è Saul?— Le partiD’Agag mal prendi; e nella via d’empiezzaMal tu ne segui i passi. A un re perversoGastigo v’ha, fuor che il nemico brando?

E un brando fere, che il Signor noi voglia?

Le sue vendette Iddio nel marmo scrive;

E le commette al Filisteo non meno,

Che ad Israel. —Trema, Saul: già in alto,

In negra nube, sovr’ ali di fuocoVeggio librarsi il fero angel di morte:

Già, d’una man disnuda ei la roventeSpada ultrice; dell’altra, il crin canutoEi già ti afferra della iniqua lesta :

Trema, Saul. — Ve'chi a morir ti spinge:Costui; quest’ Abner, di Satan fratello;

Questi, che il vecchio cor l’apre a’sospetti;Che, di sovran guerrier, men che fanciulloTi fa. Tu, folle, or di tua casa il veroSaldo sostegno rimovendo vai.

Dov’ è la casa di Saul? nell’ ondaFondala ei l’ha; già già crolla; già cade;

Già in cener torna: è nulla già. —

SAUL

Profeta

De’ danni miei, tu pur de’ tuoi noi fosti.

Visto non hai, pria di venirne in campo,

Che qui morresti: io tei predico; e il facciaAbner seguire. —Abner mio fido, or vanne;Ogni ordin cangia dell’ iniquo David;

Chè un tradimento ogni ordin suo nasconde.Doman si pugni, al sol nascente: il puroAstro esser de’ mio testimon di guerra.

Pensier maligno, io ’l veggio, era di David,Scegliere il sol cadente a dar nell’ oste,

Quasi indicando il cadente mio braccio:

Ma, si vedrà. — Rinvigorir mi sentoDa tue- minacce ogni guerrier mio spirto ;

Son io ’l duce domane; intero il giornoAl gran macello, eh’io farò, fia poco. —Abner, costui dal mio cospetto or tostoTraggi, e si uccida...

GIONATA

Oh ciel! padre, che fai’

Padre...

SAUL

Taci.—Ei si sveni: e il vii suo sangu®Su’ Filistei ricada.

ABNEB

È già con esso

Morte...

SAUL

Ma, è poco a mia vendetta ei solo-Manda in Nob l’ira mia, che armenti, e scr >Madri, case, fanciulli uccida, incenda,Distrugga, e tutta l’ompia stirpe al vanto