Buch 
Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
Entstehung
Seite
352
JPEG-Download
 

352

S0F0N1SBA

Della tua fama, a te il comando io prima.Vergogna or fora a te il morir; chè soloVi li trarrebbe amore: a me vergognaIl viver fora, a cui potria sforzarmeIl solo amore. È necessario, il sai,

Il mio morire: a me il giurasti; e ancoraSariami grato di tua man tal dono:

Ma non puoi tormel tu, per quanto il nieghi.

In questo luogo, al campo in faccia, in mutoImmobil alto, ancor tre giorni interiCh’io aggiunga a questo, in cui nè d’acqua un sorsoLibai, vittoria a me daran di Roma.

Vedi s’é in te pietà, cosi lasciarmiA morte lunga, allor che breve e degnaGiurasti procacciarmela... Ahi me stolta !

Che in te solo affidandomi, qui venni...

MASSINISSA

Tu dunque hai fermo il morir nostro...

SOFONISBA

Il mio.

Se insano tu, contro a mia voglia espressa,

L’ armi in te volgi ; odi or minaccia fera,

E raffronta, se ardisci; io viva in RomaTrarre mi lascio, e di mia infamia a parteIl tuo nome porrò... Deh! pria che riedaA noi Scipione, in liberlade appienoTornami or tu; se non sei tu spergiuro.

MASSINISSA

Che chiedi?..oh cielLDel brando mio non possoArmar tua mano... Incerto il colpo...

SOFONISBA

Il brando

Vuol mano, è ver, usa a trattarlo. Un nappoDi velen ratto al femminil mio ardireMeglio confassi. Il tuo fedel GuluddaVegg’io non lungi; ei per te stesso il recaSempre con sè: chiamalo; il voglio.

MASSINISSA

— Oh giorno! —Guludda, a me quel nappo. — Or va, mi aspettaAlle mie tende. — È questo dunque, è questoIl don primier, l’ultimo pegno a un tempoDell’immenso mio amor, che a viva forzaTu vuoi da me?... Pur troppo (io’l veggo) in vitaTu non rimani, a nessun patto; e"a lungaMorte stentala lasciarti non posso. —

Non piangerò,... poiché non piangi: a ciglioAsciutto, a te la feral tazza io stesso,

Ecco, appresento... A patto sol, che in fondoMia parte io n’ abbia...

SOFONISBA

E tu 1’ avrai, qual merli.Or dell’ allo amor mio sei degno al fine.

Donami dunque il nappo.

MASSINISSA

Oh ciel ! mi trema

La mano, il core...

SOFONISBA

A che indugiare? è forza,

Pria che giunga Scipione...

MASSINISSA

Eccoti il nappo.

Ahi ! che feci? me misero!

SOFONISBA

Consunto

Ho il Iicor lutto: e già Scipion qui riede.

MASSINISSA

Così m’inganni? Un brando ancor mi avanza;E seguirotti (1).

SCENA VI.

SCIPIONE, MASSINISSA, SOFONISBA

SCIPIONE

Ah! no; fin eh’ io respiro...

MASSINISSA

Ahi traditor ! dentro al tuo petto io dunqueDella uccisa mia donna avrò vendetta.

SCIPIONE

Eccoti inerme il petto mio: la destraSprigionerolti, atlìn che me tu sveni;

Ad altro, invan lo speri.

SOFONISBA

0 Massinissa,

Ti abborrisco, se ornai...

SCIPIONE

Me sol, me soloUccider puoi; ma fin ch’io vivo, il ferroNon torcerai nel petto tuo.

MASSINISSA

— Rientro

Al fine in me. — Scipion, tutto mi hai tolto,Perfin l’altezza de’ miei sensi.

SOFONISBA

Ingrato!...

Puoi lui offender Scipione? Ei mi concede,Come a Siface già, libera morte;

Mentre forse ei vietarcela potea:

A viva forza ei ti sottragge all’ ontaDi morte imbelle, obbrobriosa: e ardisci,Ingrato ahi! tu, Scipio insultar? Deh! cedi,Cedi a Scipion; fratello, amico, padreEgli è per te.

MASSINISSA

Lasciami ornai: tu invano11 furor mio rattieni. Morte,... morte-lo pur...

SOFONISBA

Deh ! Scipio... ah ! noi lasciare: altroveFuor della vista mia traggilo a forza.

Ei nato è grande, e il tuo sublime esemplo

(1) Sta per trafiggersi; Scipione robustamente afferrandoil braccio , lo tien costretto.