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S0F0N1SBA
Della tua fama, a te il comando io prima.Vergogna or fora a te il morir; chè soloVi li trarrebbe amore: a me vergognaIl viver fora, a cui potria sforzarmeIl solo amore. È necessario, il sai,
Il mio morire: a me il giurasti; e ancoraSariami grato di tua man tal dono:
Ma non puoi tormel tu, per quanto il nieghi.
In questo luogo, al campo in faccia, in mutoImmobil alto, ancor tre giorni interiCh’io aggiunga a questo, in cui nè d’acqua un sorsoLibai, vittoria a me daran di Roma.
Vedi s’é in te pietà, cosi lasciarmiA morte lunga, allor che breve e degnaGiurasti procacciarmela... Ahi me stolta !
Che in te solo affidandomi, qui venni...
MASSINISSA
Tu dunque hai fermo il morir nostro...
SOFONISBA
Il mio.
Se insano tu, contro a mia voglia espressa,
L’ armi in te volgi ; odi or minaccia fera,
E raffronta, se ardisci; io viva in RomaTrarre mi lascio, e di mia infamia a parteIl tuo nome porrò... Deh! pria che riedaA noi Scipione, in liberlade appienoTornami or tu; se non sei tu spergiuro.
MASSINISSA
Che chiedi?..oh cielLDel brando mio non possoArmar tua mano... Incerto il colpo...
SOFONISBA
Il brando
Vuol mano, è ver, usa a trattarlo. Un nappoDi velen ratto al femminil mio ardireMeglio confassi. Il tuo fedel GuluddaVegg’io non lungi; ei per te stesso il recaSempre con sè: chiamalo; il voglio.
MASSINISSA
— Oh giorno! —Guludda, a me quel nappo. — Or va, mi aspettaAlle mie tende. — È questo dunque, è questoIl don primier, l’ultimo pegno a un tempoDell’immenso mio amor, che a viva forzaTu vuoi da me?... Pur troppo (io’l veggo) in vitaTu non rimani, a nessun patto; e"a lungaMorte stentala lasciarti non posso. —
Non piangerò,... poiché non piangi: a ciglioAsciutto, a te la feral tazza io stesso,
Ecco, appresento... A patto sol, che in fondoMia parte io n’ abbia...
SOFONISBA
E tu 1’ avrai, qual merli.Or dell’ allo amor mio sei degno al fine.
Donami dunque il nappo.
MASSINISSA
Oh ciel ! mi trema
La mano, il core...
SOFONISBA
A che indugiare? è forza,
Pria che giunga Scipione...
MASSINISSA
Eccoti il nappo.
Ahi ! che feci? me misero!
SOFONISBA
Consunto
Ho il Iicor lutto: e già Scipion qui riede.
MASSINISSA
Così m’inganni? Un brando ancor mi avanza;E seguirotti (1).
SCENA VI.
SCIPIONE, MASSINISSA, SOFONISBA
SCIPIONE
Ah! no; fin eh’ io respiro...
MASSINISSA
Ahi traditor ! dentro al tuo petto io dunqueDella uccisa mia donna avrò vendetta.
SCIPIONE
Eccoti inerme il petto mio: la destraSprigionerolti, atlìn che me tu sveni;
Ad altro, invan lo speri.
SOFONISBA
0 Massinissa,
Ti abborrisco, se ornai...
SCIPIONE
Me sol, me soloUccider puoi; ma fin ch’io vivo, il ferroNon torcerai nel petto tuo.
MASSINISSA
— Rientro
Al fine in me. — Scipion, tutto mi hai tolto,Perfin l’altezza de’ miei sensi.
SOFONISBA
Ingrato!...
Puoi lui offender Scipione? Ei mi concede,Come a Siface già, libera morte;
Mentre forse ei vietarcela potea:
A viva forza ei ti sottragge all’ ontaDi morte imbelle, obbrobriosa: e ardisci,Ingrato ahi! tu, Scipio insultar? Deh! cedi,Cedi a Scipion; fratello, amico, padreEgli è per te.
MASSINISSA
Lasciami ornai: tu invano11 furor mio rattieni. Morte,... morte-lo pur...
SOFONISBA
Deh ! Scipio... ah ! noi lasciare: altroveFuor della vista mia traggilo a forza.
Ei nato è grande, e il tuo sublime esemplo
(1) Sta per trafiggersi; Scipione robustamente afferrandoil braccio , lo tien costretto.