ATTO QUINTO
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SCENA IV.
SOFONISBA, SCIPIONE, MASSINISSA
SOFONISBA
Ah I ferma il piede. Io vengoA te, Scipione; e tu da me ti logli?
SCIPIONE
Sacro dover vuol che pomposo rogoAl morto re si appresti...
SOFONISBA
Almen, qui tosto
Riedi; ten prego. Mia perpetua stanzaFia questa ornai : qui d’ aspettarli io giuro.
SCENA V.
SOFONISBA, MASSINISSA
MASSINISSA
Perfida! ed anco all’inumano orgoglioIl tradimento aggiungi?
SOFONISBA
Il tradimento?
MASSINISSA
Il tradimento, si: mentr’io mi apprestoA voi salvare, a morir io per voi,
A Scipio sveli il mio pensier tu stessa?
SOFONISBA
— Siface seco non mi volle estinta.
MASSINISSA
Meco salva ei ti volle.
SOFONISBA
Ei già riebbe
Sua libertà; quella eh’io cerco, e avrommi. —Teco sottrarmi dal romano campo ,
Noi poss’io, se non perdo appien mia fama.
Di vero amor troppo mi amasti e m’ami,
Per salvarmi a tal costo: io, degna troppoSon del tuo amor, per consenlirtel mai.
Nuli’altro io dunque, in rivelar tue mire,
Ho tolto a te, che la funesta possaDi tradir la mia fama e l’onor tuo.
MASSINISSA
Nulla mi hai tolto; assai t’inganni: ancoraTutto imprender poss’io: rivi di sangueScorrer farò: versare il mio vo’ lutto,
Pria che schiava lasciarti...
SOFONISBA
E son io schiava?
Tal mi reputi or tu?
MASSINISSA
Di Roma in mano
Ti stai...
SOFONISBA
Di Roma? Io di me stessa in manoPer anco slommi: o in mano tua, se in coreRegai pietà per me tu ancor rinserri.
MASSINISSA
Inorridir mi fai... Sovra il tuo aspettoDi risoluta morte alta forieraVeggo, una orribil securtà...Ma, trarli...
SOFONISBA
Tutto fia vano: al mio voler, che figlioÈ del dovere in me, forza non havviChe a resistere vaglia. È la mia morte,Necessaria, immutabile, vicina;
E fia libera, spero; ancor che inerme
10 sia del lutto; ancor ch’io, stolta, in CirlaL’amico sol dei vinti re lasciassi,
11 mio fido veleno; ancor che un sacroSolenne giuro di sottrarmi a Roma
Dal labbro udissi del mio stesso amante;...Giuro, cui sparso ha tosto all’aure il vento.
Fra quest’aquile altere ancor regina,
Figlia ancora d’Asdrubale, secura
In me medesma io qui non meno stommi,
Che se in Carlago, o se in mia reggia io stessi.—Ma, tu non parli?... disperati sguardiPregni di pianto affiggi al suolo?... Ah! credi,Che il mio dolor si agguaglia al tuo...
MASSINISSA
Diverso
N’è assai l’etfetto: io, di coraggio privo,
Men che donna rimango; e tu...
SOFONISBA
Diverso
Lo stalo nostro è assai: ma, non l’è il core...Credilo a me: bench’io non pianga, io sentoStrapparmi il cor: donna son io; nè pompaD’alma viril fo teco: ma non restaPartito a me nessuno, altro che morte.
S’io men t’amassi, entro a Carlagin forseTi avria seguito, e di mia fama a costoAvrei coll’armi tue vendetta breveDi Roma avuta: ma per me non volliPorli a inutile rischio. È ornai maturoIl cader di Cartagine : discordeCittà corrotta, ah! mal resister puoleA Roma intera ed una. Avrei pur troppiGiorni vissuto, se la patria miaStrugger vedessi; e te con essa andarne,
Per mia cagione, in precipizio. A RomaFido serbarti, e al gran Scipion (qual dei)Amico grato; in gran possanza alzarti;
A tua vera virtù dar largo il campo;
Ciò tutto or puote, e sol mia morte il puote.Più che il mio ben, mi sforza il tuo...
MASSINISSA
Mi credi
Dunque si vii, ch’io a te sorviver osi?SOFONISBA
Maggior di me ti voglio: esserlo quindiTu dei, col sopravvivermi : ed in nome