BRUTO PRIMO
-■- « -
PER SCITA331
BRUTOCOL LATINOTITOTIBERIOMAMILIO
VALERIO
POPOLO
Senatori
Congiurati
Littori
Scena — Il foro in Roma.
ATTO PRIMO
SCENA 1.
BRUTO,COLLATINO
COLLATINO
Dove, deh! dove, a forza trarrai, o Bruto,Teco vuoi tu? Rendimi, or via, mel rendiQuel mio pugnai, che dell’amalo sangueGronda pur anco... Entro at mio petto...
Questo ferro, ornai sacro, ad altri in pettoImmergerassì, io ’l giuro. —Agli occhi intantoDi Roma intera, in questo foro, è d' uopoChe intero scoppi e il tuo dolore immenso,
Ed il furor mio giusto.
COLLATINO
Ah! no: sottrarmi
Ad ogni vista io voglio. AI fero, atroceMio caso, è vano ogni sollievo: il ferro,
Quel ferro sol fìa del mio pianger fine.
BRUTO
Ampia vendetta, o Collalin, ti foraSollievo pure: e (u l’avrai ; lei giuro. —
O casto sangue d’innocente e forteRomana donna, alto principio a RomaOggi sarai.
COLLATINO
Deli! tanto io pur potessiSperare ancora ! universal vendettaPria di morir...
BRUTO
Sperare? ornai certezzaAbbine. II giorno, il sospirato istanteEcco al lìn giunge: aver può corpo e viiaOggi al fin l’alto mio disegno antico.
Tu, d’infelice offeso sposo, or farliPuoi cittadin vendicator: tu stessoBenedirai questo innocente sangue:
E, se allor dare il tuo vorrai, fia almenoNon sparso indarno per la patria vera...
Patria, si; cui creare oggi vuol teco,
0 morir teco in tanta impresa Bruto.COLLATINO
Oh! qual pronunzi sacrosanto nome?
Sol per la patria vera, alla svenataMoglie mia sopravvivere potrei.
BRUTO
Deh! vivi dunque; e in ciò con me li adopra.Un Dio m’inspira; ardir mi presta un Dio,Che in cor mi grida, « A Collatino, e a Bruto,» Spetta il dar vita e libertade a Roma. »
COLLATINO
Degna di Bruto, alta è tua speme: io vileSarei, se la tradissi. 0 appien sottrattaLa patria nostra dai Tarquinj iniqui,