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BRUTO PRIMO
Stringeansi addosso ad un regai drappello,
Che, al primo aspetto, di valor fea mostra.
Su le regie orme eran d’Ardea venuti,
Nè il re sapean respinto: al fuggir forseAltra strada ei teneva. A noi fra maniCadean costoro; e sbaragliati e rolliEran già tutti, uccisi in copia, e in fugaCacciati gli altri, anzi che il sol cadesse.
Dal più incalzarli poscia i miei raltenni,
Per le già sorte tenebre, a gran stento,
COLLATINO
Nella mia uscita avventurato anch’ioNon poco fui. Per altra porta al piano,
11 sai, scendeva io primo: a torme a torme.Pressoché tutto lo sbandalo nostroProde esercito, in sòrte a me fu datoD’incontrare; deserte avean l’insegneIn Ardea del (iranno. Oh ! quai di puraGioia sublime alte feroci gridaMandano al ciel, nell’incontrarsi, i fortiCittadini e soldati!... Entro sue mura,
Da me scortati, or gli ha raccolti Roma ;
E veglian tutti in sua difesa a gara.
BRUTO
Scaccialo, al certo, come al figlio imposi,
Fu il traditor Mamilio. Andiam noi dunqueTutti a breve riposo; assai ben, parmi,
Noi cel mercammo. Al sol novello, il foroCi rivedrà; chè d’alte cose a lungoTrattar col popol dessi.
COLLATINO
— Oh Bruto!... AlquantoSospendi ancora. — Or, fa in disparte trarsi,
Ma in armi stare i tuoi soldati : io deggioA solo a sol qui favellarti.
BRUTO
E quale?...
COLLATINO
L’util di Roma il vuol; ten prego...
BRUTO
In armi
All’ingresso del foro, in doppia schiera,
Voi, soldati, aspettatemi. — Littori,
Scostatevi d’alquanto.
COLLATINO
— Ah Bruto!... 11 sonno,Ancorché breve, infra i tuoi Lari, in questaOrribil notte, il cercheresti indarno.
BRUTO
Che mai mi aununzii?... Oh cielo! onde turbato,Inquieto, sollecito,... tremante?...
COLLATINO
Tremante, si, per Bruto io sto; per Roma;
Per tutti noi. — Tu questa mane , o Bruto,
Alla recente profonda mia piaga,
Pietoso tu , porgevi almen ristoroDi speranza e vendetta: ed io (me lasso!)
Debbo in premio a te fare, oh ciel!... ben altraPiaga nel core or farti debbo io stesso.
Deh! perchè vissi io tanto?... Ahi sventurato
Misero padre ! or dei da un infeliceOrbo marito udirti narrar cosa ,
Che punta mortalissima nel pettoSaralli!... Eppur, nè a te tacerla io deggio,...Nè indugiartela posso.
BRUTO
Oimè!,.. mi fannoRabbrividire i detti tuoi... Ma'purePeggior del danno è l’aspettarlo. Narra.
Finora io sempre in servitù vissuto,
Per le più care cose mie son usoA tremar sempre. Ogni sventura mia,
Purché Roma sia libera del tutto,
Udir poss’io: favella.
COLLATINO
In te (pur troppo!)
In le sta il far libera Roma appieno;
Ma a tal costo, che quasi...Oh giorno!... Io primo,A duro prezzo occasione io diediAll’alta impresa; à trarla a fine, oh cielo !...Forza è che Bruto a Roma tutta apprestiUn inaudito, crudo , orrido esemploDi spielata fortezza. — Infra i tuoi Lari,
(Il crederesti?) in securtà non stai.
Fera, possente, numerosa, bolleUna congiura in Roma.
BRUTO
Io già ’l sospettoN’ebbi, in udir del rio Mamilio i caldiRaggiri; e quindi ordine espresso a fretta,
Pria di nona, à Tiberio ebbi spedilo,
Di farlo uscir tosto di Roma.
COLLATINO
Il sole
Giungea già quasi d’occidente al balzo,Quand’io qui ancor con i tuoi figli entrambiRitrovava Mamilio. — Il dirtel duoimi,
Ma vero è pur; male obbedito fosti.
BRUTO
Oh! qual desti in me sdegno a terror misto?--COLLATINO
Misero Bruto!... Or che sarà, quand’ioTi esporrò la congiura?.,, e quando il nomeDei congiurati udrai?... Primi, fra moltiDe’ più stretti congiunti e amici tuoi,
Anima son del tradimento, e parte,
Primi i Vitellj stessi...
BRUTO
Oimè! i germani
Della consorte mia?
COLLATINO
Chi sa, se anch’ essaDa lor sedotta or contra te non sia ?...
E,...gli stessi... tuoi... figli...
BRUTO a
Oh ciel! Che ascolto
Mi agghiacci il sangue, entro ogni vena... IMiei, traditori?.. Ah! no, noi credo...
COLLATINO i
Oh Bruì» ’