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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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BRUTO PRIMO

Stringeansi addosso ad un regai drappello,

Che, al primo aspetto, di valor fea mostra.

Su le regie orme eran d’Ardea venuti,

Nè il re sapean respinto: al fuggir forseAltra strada ei teneva. A noi fra maniCadean costoro; e sbaragliati e rolliEran già tutti, uccisi in copia, e in fugaCacciati gli altri, anzi che il sol cadesse.

Dal più incalzarli poscia i miei raltenni,

Per le già sorte tenebre, a gran stento,

COLLATINO

Nella mia uscita avventurato anch’ioNon poco fui. Per altra porta al piano,

11 sai, scendeva io primo: a torme a torme.Pressoché tutto lo sbandalo nostroProde esercito, in sòrte a me fu datoD’incontrare; deserte avean l’insegneIn Ardea del (iranno. Oh ! quai di puraGioia sublime alte feroci gridaMandano al ciel, nell’incontrarsi, i fortiCittadini e soldati!... Entro sue mura,

Da me scortati, or gli ha raccolti Roma ;

E veglian tutti in sua difesa a gara.

BRUTO

Scaccialo, al certo, come al figlio imposi,

Fu il traditor Mamilio. Andiam noi dunqueTutti a breve riposo; assai ben, parmi,

Noi cel mercammo. Al sol novello, il foroCi rivedrà; chè d’alte cose a lungoTrattar col popol dessi.

COLLATINO

— Oh Bruto!... AlquantoSospendi ancora. — Or, fa in disparte trarsi,

Ma in armi stare i tuoi soldati : io deggioA solo a sol qui favellarti.

BRUTO

E quale?...

COLLATINO

L’util di Roma il vuol; ten prego...

BRUTO

In armi

All’ingresso del foro, in doppia schiera,

Voi, soldati, aspettatemi. — Littori,

Scostatevi d’alquanto.

COLLATINO

— Ah Bruto!... 11 sonno,Ancorché breve, infra i tuoi Lari, in questaOrribil notte, il cercheresti indarno.

BRUTO

Che mai mi aununzii?... Oh cielo! onde turbato,Inquieto, sollecito,... tremante?...

COLLATINO

Tremante, si, per Bruto io sto; per Roma;

Per tutti noi. — Tu questa mane , o Bruto,

Alla recente profonda mia piaga,

Pietoso tu , porgevi almen ristoroDi speranza e vendetta: ed io (me lasso!)

Debbo in premio a te fare, oh ciel!... ben altraPiaga nel core or farti debbo io stesso.

Deh! perchè vissi io tanto?... Ahi sventurato

Misero padre ! or dei da un infeliceOrbo marito udirti narrar cosa ,

Che punta mortalissima nel pettoSaralli!... Eppur, nè a te tacerla io deggio,...Nè indugiartela posso.

BRUTO

Oimè!,.. mi fannoRabbrividire i detti tuoi... Ma'purePeggior del danno è l’aspettarlo. Narra.

Finora io sempre in servitù vissuto,

Per le più care cose mie son usoA tremar sempre. Ogni sventura mia,

Purché Roma sia libera del tutto,

Udir poss’io: favella.

COLLATINO

In te (pur troppo!)

In le sta il far libera Roma appieno;

Ma a tal costo, che quasi...Oh giorno!... Io primo,A duro prezzo occasione io diediAll’alta impresa; à trarla a fine, oh cielo !...Forza è che Bruto a Roma tutta apprestiUn inaudito, crudo , orrido esemploDi spielata fortezza. — Infra i tuoi Lari,

(Il crederesti?) in securtà non stai.

Fera, possente, numerosa, bolleUna congiura in Roma.

BRUTO

Io già ’l sospettoN’ebbi, in udir del rio Mamilio i caldiRaggiri; e quindi ordine espresso a fretta,

Pria di nona, à Tiberio ebbi spedilo,

Di farlo uscir tosto di Roma.

COLLATINO

Il sole

Giungea già quasi d’occidente al balzo,Quand’io qui ancor con i tuoi figli entrambiRitrovava Mamilio. — Il dirtel duoimi,

Ma vero è pur; male obbedito fosti.

BRUTO

Oh! qual desti in me sdegno a terror misto?--COLLATINO

Misero Bruto!... Or che sarà, quand’ioTi esporrò la congiura?.,, e quando il nomeDei congiurati udrai?... Primi, fra moltiDe’ più stretti congiunti e amici tuoi,

Anima son del tradimento, e parte,

Primi i Vitellj stessi...

BRUTO

Oimè! i germani

Della consorte mia?

COLLATINO

Chi sa, se anch’ essaDa lor sedotta or contra te non sia ?...

E,...gli stessi... tuoi... figli...

BRUTO a

Oh ciel! Che ascolto

Mi agghiacci il sangue, entro ogni vena... IMiei, traditori?.. Ah! no, noi credo...

COLLATINO i

Oh Bruì» ’