AtTO QUINTO
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Trai- li vedrele.
Favella,
VALERIO
Oimè!... Seguon...
POPOLO
Chi segue?
VALERIO
...Oimè!... Creder noi posso... lo leggo...Quattro nomi...
POPOLO
Quai son? su via...
VALERIO
Fratelli
Della consorte èran di Bruto...
POPOLO
Oh cielo !
I Vitelli?
COLLATINO
Ah !... ben altri or or ne udrete.
Ad uno ad uno, a voi davanle, or ora...
VALERIO
Che vai, ch’io dunque ad uno ad un li nomi?E Marzj, e Ottavi, e Fabj, e tanti e tantiNe leggo; oimè!... Ma gli ultimi mi fannoRaccapricciar d’orror... Di mano... il foglio...A tal vista... mi cade...
POPOLO
Oh! chi mai fieno?
VALERIO
Oh cicl!... No... mai, noi credereste...
Silenzio universale
BRUTO
I nomi
Ultimi inscritti, eran Tiberio e Tito.
POPOLO
I figli tuoi?... Misero padre ! Oh giornoInfausto!...
BRUTO
Oh giorno avventurato, a voi!
Rrulo altri figli or non conosce in Roma,
Che i cittadini; e più noi son costoro.
Ri versar tutto il sangue mio per RomaIeri giurai; presto a ciò far son oggi:
E ad ogni costo...
POPOLO
Ahi sventurato padre!...Silenzio universale
Quindi or tremar suoi cilladin non ponnoPer un privato padre. I molli affetti,
Ed il pianto, (che uscir da roman ciglioMai nel foro non puote, ove per RomaNon si versi) racchiusi or nel profondoDel cor si stieno i molli affetti, e il pianto. —
10 primo a voi (cosi il destino impera)
Dovrò mostrar, qual salda base ed altaA perpetua città dar si convenga. —
Littori, olà; traggansi tosto avvinti
I rei nel foro. — Ornai tu il sol, tu il veroDi Roma re, popol di Marte, sei.
Fu da coslor la maestà tua lesa;
Severa pena a Ior si debbe ; e spella
11 vendicarti, ai consoli... (1)
SCENA II.
BRUTO e COLLATINO in ringhiera. VALERIO,POPOLO, Senatori, Patrizi, i Congiuratitulli in catene fra lillori ; ultimi d’essi TITO eTIBERIO
POPOLO
Deh! quanti,
Quanti mai fieno i traditori?... Oh cielo!
Ecco i figli di Bruto.
COLLATINO
Oimè! non possoRallener più mie lagrime...
BRUTO
— Gran giorno,
Gran giorno è questo, e memorando sempreSarà per Roma. — 0 voi, che, nata appenaLa patria vera, iniquamente vili,
Tradirla osaste; a Roma tutla innanziEccovi or tutti. Ognun di voi, se il puote,
Si scolpi al suo cospetto. — Ognun si tace? —Roma, e i consoli chieggono a voi stessi,
Se a voi, convinti traditor, dovutaSia la pena di morte? —
Silenzio universale
BRUTO
— Or dunque, a drillo,A tulli voi morte si dà. SentenzaIrrevocabil pronunzionne, a un grido,
11 popol re. Che più s’indugia? —
BRUTO
— Ma che? d’orror veggio agghiacciata, e mutaRoma intera? — Per Bruto ognun tremanteSi sta? —Ma a chi più fero oggi il periglioSovrasta? il dite: a Bruto, o a Roma? OgnunoQui vuol pria d’ogni cosa, o voler debbe,Secura far, libera, e grande Roma;
E ad ogni patio il de’. Sovrastan ceppi,
E stragi rie; per Roma il consol trema;
Silenzio universaleBRUTO
Ob! mulo
Piange il collega mio?... tace il senato?...
II popol tace? —
(1) Bruto ammutolisce ne! veder ritornare i littori coi con-giurali.