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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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AtTO QUINTO

375

Trai- li vedrele.

Favella,

VALERIO

Oimè!... Seguon...

POPOLO

Chi segue?

VALERIO

...Oimè!... Creder noi posso... lo leggo...Quattro nomi...

POPOLO

Quai son? su via...

VALERIO

Fratelli

Della consorte èran di Bruto...

POPOLO

Oh cielo !

I Vitelli?

COLLATINO

Ah !... ben altri or or ne udrete.

Ad uno ad uno, a voi davanle, or ora...

VALERIO

Che vai, ch’io dunque ad uno ad un li nomi?E Marzj, e Ottavi, e Fabj, e tanti e tantiNe leggo; oimè!... Ma gli ultimi mi fannoRaccapricciar d’orror... Di mano... il foglio...A tal vista... mi cade...

POPOLO

Oh! chi mai fieno?

VALERIO

Oh cicl!... No... mai, noi credereste...

Silenzio universale

BRUTO

I nomi

Ultimi inscritti, eran Tiberio e Tito.

POPOLO

I figli tuoi?... Misero padre ! Oh giornoInfausto!...

BRUTO

Oh giorno avventurato, a voi!

Rrulo altri figli or non conosce in Roma,

Che i cittadini; e più noi son costoro.

Ri versar tutto il sangue mio per RomaIeri giurai; presto a ciò far son oggi:

E ad ogni costo...

POPOLO

Ahi sventurato padre!...Silenzio universale

Quindi or tremar suoi cilladin non ponnoPer un privato padre. I molli affetti,

Ed il pianto, (che uscir da roman ciglioMai nel foro non puote, ove per RomaNon si versi) racchiusi or nel profondoDel cor si stieno i molli affetti, e il pianto. —

10 primo a voi (cosi il destino impera)

Dovrò mostrar, qual salda base ed altaA perpetua città dar si convenga. —

Littori, olà; traggansi tosto avvinti

I rei nel foro. — Ornai tu il sol, tu il veroDi Roma re, popol di Marte, sei.

Fu da coslor la maestà tua lesa;

Severa pena a Ior si debbe ; e spella

11 vendicarti, ai consoli... (1)

SCENA II.

BRUTO e COLLATINO in ringhiera. VALERIO,POPOLO, Senatori, Patrizi, i Congiuratitulli in catene fra lillori ; ultimi d’essi TITO eTIBERIO

POPOLO

Deh! quanti,

Quanti mai fieno i traditori?... Oh cielo!

Ecco i figli di Bruto.

COLLATINO

Oimè! non possoRallener più mie lagrime...

BRUTO

— Gran giorno,

Gran giorno è questo, e memorando sempreSarà per Roma. — 0 voi, che, nata appenaLa patria vera, iniquamente vili,

Tradirla osaste; a Roma tutla innanziEccovi or tutti. Ognun di voi, se il puote,

Si scolpi al suo cospetto. — Ognun si tace? —Roma, e i consoli chieggono a voi stessi,

Se a voi, convinti traditor, dovutaSia la pena di morte? —

Silenzio universale

BRUTO

— Or dunque, a drillo,A tulli voi morte si dà. SentenzaIrrevocabil pronunzionne, a un grido,

11 popol re. Che più s’indugia? —

BRUTO

— Ma che? d’orror veggio agghiacciata, e mutaRoma intera? — Per Bruto ognun tremanteSi sta? —Ma a chi più fero oggi il periglioSovrasta? il dite: a Bruto, o a Roma? OgnunoQui vuol pria d’ogni cosa, o voler debbe,Secura far, libera, e grande Roma;

E ad ogni patio il de’. Sovrastan ceppi,

E stragi rie; per Roma il consol trema;

Silenzio universaleBRUTO

Ob! mulo

Piange il collega mio?... tace il senato?...

II popol tace? —

(1) Bruto ammutolisce ne! veder ritornare i littori coi con-giurali.