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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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MIRRA

PER.SOITAG’OI

CINIRO

CECRI

MIRRA

PEREO

EDRICLEA

Coro

Sacerdoti

Popolo

Scena — La reggia in Cipro.

ATTO PRIMO

SCEKA 1.

CECRI, EURICLEA

CECHI

Vieni, o fida Euriclea: 9orge ora appenaL’alba; e si tosto a me venir non suoleIl mio consorte. Or, della figlia nostraMisera tanto, a me narrar puoi tutto.

Già l’afflitto tuo volto, e i mal repressiTuoi sospiri, mi annunziano...

EURICLEA

Oh regina !...

Mirra infelice, strascina una vitaPeggio assai d’ogni morte. Al re non osoPinger suo stalo orribile: mal puoleUn padre intender di donzella il pianto;

Tu madre, il puoi. Quindi a te vengo; e prego,Che udir mi vogli.

CECRI

È ver, ch’io da gran tempoDi sua rara beltà languire il fioreVeggo: nna muta , una ostinata ed altaMalinconia mortale appanna in leiQuel si vivido sguardo: e, piangesse ellal...

Ma, innanzi a me, tacita stassi; e semprePregno ha di pianto, e asciutto sempre ha il ciglio.E invan l’abbraccio, e le chieggo e richieggoInvano ognor, che il suo dolor mi sveli:

Niega ella il dnol ; mentre di giorno in giorno

Io dal dolor strugger la veggio.

EURICLEA

A voi

Ella è di sangue figlia; a me, d’amore;

Ch’io, ben sai, l’educava : ed io men vivoIn lei soltanto; e il quarto lustro è quasiA mezzo già, che al seno mio la stringoOgni di fra mie braccia... Ed or, fia vero,

Che a me, cui tutti i suoi pensier solea,

Tutti affidar fin da bambina, or chiusaA me pure si mostri? E s’io le parloDel suo dolore, anco a me il niega, e insiste,E contra me si adira... Ma pur, mecoSpesso, malgrado suo, prorompe in pianto.

CECRI

Tanta mestizia, in quel cor giovenile,

Io da prima credea, che figlia fosseDel dubbio, in cui su la vicina sceltaD’uno sposo ella stavasi. I più prodiD’Asia e di Grecia principi possenti,

A gara tutti concorreano in Cipro,

Di sua bellezza al grido : e appien per noiDonna di sè quanto alla scelta ell’era.Turbamento non lieve in giovin pettoDovean recare i varj, e ignoti, e tantiAffetti. In questo, ella il valor laudava ;

I dolci modi, in quello; era di regnoMaggiore l’un; con maestà beltadeEra nell’altro somma: e qual piacevaPiù agli occhi suoi, forse temea che al padrePiacesse meno. Io, come madre e donna,