ATTO TERZO
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M’inspiri amor di maraviglia misto.
Qual vuoi dei due da Bruto?
CESARE
Amore io voglio:
E a me tu il dei... Sacro , infrangibil nodoA me ti allaccia.
BRUTO
A te? qual fia?...CESARE
Vero mio figlio.
Tu nasci
BRUTO
Oh cieli che ascolto?...
CESARE '
Figlio, al paio seno...
BRUTO
Esser potria?...
CESARE
Ah ! vieni,
Se forse
A me noi credi, alla tua madre istessa11 crederaj. Questo è un suo foglio ; io 1’ ebbiIn Farsagjia, poche ore anzi alla pugna.
Mira ; a la nota è la sua mano : ah I leggi.
BRUTO
(1) « Cesare, ( oh ciel! ) stai per combatter forse,
» Pompeo non pure, e i cittadini tuoi,
» Ma il tuo proprio figliuolo. È Bruto il frutto» De’nostri amori giovenili. È forza,
» Ch’io te Io sveli; a ciò nuli’altro trarmi» Mai non potrebbe, che il timor di madre.
» Inorridisci, o Cesare; sospendi,
» Se ancor n' è tempo, il brando : esser tu ucciso» Puoi dal tuo figlio; o di tua man tu stesso» Puoi trucidarlo. Io tremo... Il ciel, deh 1 voglia,
» Cheuditointerapoahbiamiunpadre!...Iotremo...» Servilja. » — Oh colpo inaspettato e fero !
Io di Cesare figlio?
CESARE
Ah ! si, tu il sei.Deh ! fra mie braccia vieni.
BRUTO
Oh padre!..OhRoma!..
Oh natura!.,. Oh dover!... — Pria d’ abbracciarti,Mira, a' tuoi piè prostrato Bruto cade;
Nè sorgerà, se in te di Roma a un tempoEi nop abbraccia il padre.
CESARE
Ah ! sorgi, o figlio.—Deh! come mai si gelido e feroceRinserri il cor, che alcun privato affettoNulla in te possa?
BRUTO
E che? credi or tu forseD’amar tuo figlio? Ami te stesso; e luttoServe in tuo core a! sol desio di regno.Mostrati, e padre, e cittadin ; chè padre
(D Regge il f ug i; 0 .
Non è il tiranno mai: deh! (al li moslra;
E un figlio in me ritroverai. La vilaDammi due volte: io schiavo, esser noi posso :Tiranno, esser noi voglio. O Bruto è figlioDì liber’uom, libero anch’egli, in RomaLibera: o Bruto, esser non vuole. Io sonoPresto a versar tulio per Roma il sangue;
E in un per te, dove un Roman tu sii,
Vero di Bruto padre... Oh gioia! io veggoSul tuo ciglio spuntare un nobil pianto?
Rotto è del cor l’ambizioso smalto;
Padre or tu sei. Deh ! di natura ascoltaPer bocca mia le voci; e Bruto, e Roma,
Per te sien uno.
CESARE
... Il cor mi squarci... 0 duraNecessità!... Seguir del core i moliSoli non posso. — Odimi, amato Bruto. —Troppo il servir di Roma è ornai maturo:Con più danno per essa, e raen virtude,Altri lerralla, ove tenerla nieghiBruto di man di Cesare...
BRUTO
Oh parole!
Oh di corrotto animo servo infamiSensi! —A me, no, non fosti, nè sei padre.Pria che svelarmi il vii tuo core, e il mioVii nascimento, era pietà più espressaMe trucidar, tu, di tua mano...
CESARE
Oh figlio!.,.
BRUTO
Cedi, o Cesare...
CESARE
Ingrato,... snaturato...
Che far vuoi dunque?
BRUTO
0 salvar Roma io voglio,
O perir seco.
CESARE
Io ravvederli voglio,
O perir di tua mano. Orrida, atroceÈ la tua sconoscenza... Eppure, io spero,
Ch’ onta ed orror ne sentirai tu innanziChe in senato ci vegga il di novello. —
Ma, se allor poi nel non volermi padreTi ostini, ingrato; e se, qual figlio, sdegniMeco divider tutto; al di novello,
Signor mi avrai.
BRUTO
— Già pria d’allora, io spero,L’ onta e l’orror d’esser tiranno indarno,
Ti avran cangiato in vero padre. — In pettoNon puommi a un tratto germogliar di figlioL’amor, se tu forte e sublime provaPria non mi dai del tuo paterno amore.D’ogni altro affetto è quel di padre il primo;E nel tuo cor de’ vincere. Mi avraiFiglio allora, il più tenero, il più caldo,
11 più sommesso, che mai fosse... Oh padre!